I dati macro Usa rendono un rialzo dei tassi più probabile, Wall Street frena

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di Luca Spoldi 7 Ottobre 2016 | 16:27

DATI MACRO POCO SOTTO LE ATTESE – Apertura in punta di piedi per Wall Street dopo che il dato dei “non farm payrolls” (posti di lavoro non agricoli) di settembre negli Usa è risultato di poco inferiore alle attese, con 156 mila nuovi posti di lavoro creati contro i 171 mila attesi dal consenso degli analisti di Wall Street ma comunque sopra la soglia di 120 mila nuovi occupati mensili che si stima sia il minimo necessario per mantenere l’economia americana su un sentiero di crescita.

WALL STREET VEDE RIALZO TASSI PIU’ PROBABILE – A sorpresa, peraltro, è risalito leggermente il tasso di disoccupazione, dal 4,9% al 5%, a fronte di un consenso che si attendeva una conferma del dato precedente. Nel complesso il dato consolida le attese per un ritocco all’insù di uno 0,25% da parte della Federal Reserve al termine della riunione di dicembre che il mercato ormai sembra dare per scontato. Così dopo i primi scambi il Dow Jones oscilla a -0,10%, l’S&P500 cede lo 0,26% e il Nasdaq rimane a -0,08%, dopo un’apertura appena sopra i livelli di ieri.

BOND STABILI, ORO IN RECUPERO – Tra le blue chip a stelle e strisce salgono Chevron e Apple, mentre perdono quota General Electric, Boeing e Caterpillar. I T-bond dal canto loro vedono il rendimento del titolo decennale confermarsi attorno all’1,73% mentre il tasso sul trentennale è pari al 2,46%. L’oro rimbalza a 1.260,5 dollari l’oncia, l’argento risale a 17,50 dollari, mentre il petrolio frena dopo aver riguadagnato già ieri la soglia psicologica dei 50 dollari al barile e viene indicato a 50,26 dollari, una ventina scarsa di centesimi meno di ieri.

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