Tassi sempre più sotto zero per i Bot, per Deutsche Bank lo spread resta alto

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di Luca Spoldi 12 Ottobre 2016 | 15:19

NUOVI MINIMI STORICI PER I TASSI SUI BOT – La prudenza che si continua a respirare sui mercati azionari internazionali favorisce un nuovo ritorno d’interesse per i Bot, individuati come un parcheggio sicuro da molti investitori. Così oggi l’asta dei nuovi Bot a 12 mesi, offerti per 6,25 miliardi di euro, è stata l’ennesimo successo con oltre 9,69 miliardi richiesti (pari ad 1,55 volte l’offerta) e tassi scesi sul nuovo minimo di tutti i tempi, ossia al -0,238%, con un prezzo medio ponderato di 100,241.

DEUTSCHE BANK RIAPRE EMISSIONE PRIVATA – L’importo complessivo di Bot in circolazione sale così ad oltre 115,468 miliardi, cifra destinata a incrementarsi ulteriormente se nella riapertura di domani, riservata agli specialisti, verranno assegnati come probabile ulteriori titoli. Della fame di rendimenti beneficia anche Deutsche Bank, che da parte sua ha collocato attraverso un collocamento privato una ulteriore tranche per oltre 1,5 miliardi di dollari di un titolo di debito privato “investment grade” in gran parte agli stessi investitori che la scorsa settimana avevano già sottoscritto un’emissione da 3,3 miliardi di dollari, secondo quanto riporta l’agenzia Bloomberg citando una fonte a conoscenza della transazione, che non è ancora stata resa pubblica ufficialmente.

LO SPREAD RESTA A LIVELLI ELEVATI – Nel caso di Deutsche Bank, tuttavia, le recenti tensioni sorte attorno all’emittente hanno portato la banca a dover pagare un premio di 290 basis point sopra il benchmark, molto vicino ai 300 basis point pagato nel collocamento della scorsa settimana e più del doppio del 143 basis point di premio che paga un bond simile emesso da Deutsche Bank nell’agosto 2015. Il bond, scadenza 2021, rende il 4,25% secondo i dati forniti da Bloomberg e se da un lato il buon accoglimento dell’emissione segnala la fiducia che il mercato ha ancora nei confronti della capacità di Deutsche Bank di rifinanziarsi, dall’altro conferma che è difficile per l’istituto poter programmare emissioni di bond pubblici, dato l’elevato spread che potrebbe minare la fiducia degli investitori.

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