Il referendum italiano fa paura. Ecco cosa sta suggerendo Credit Suisse ai suoi clienti

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di Marco Barlassina 28 Ottobre 2016 | 07:46

“Mantenere la calma e andare avanti!”. E ciò nonostante il referendum costituzionale del 4 dicembre sia al centro delle preoccupazioni degli investitori e sebbene una bocciatura comprometterebbe la già stentata crescita del Paese, schiudendo le porte alla volatilità sui mercati.

Così il Credit Suisse nell’edizione europea del suo “Investment Monthly” per il mese di novembre, all’interno di un focus dedicato al posizionamento consigliato in vista delle consultazione referendaria italiana.
Ne riportiamo di seguito alcuni stralci.

“Le domande pressanti nelle menti di molti investitori sono: cosa succederà in occasione del referendum in Italia e come ci si deve posizionare? La Brexit ci insegna che non bisogna fare supposizioni premature per poter sfruttare le opportunità create dalle turbative sul mercato. I sondaggi sono «decisamente indecisi», e i prezzi sui mercati della liquidità, azionari e creditizi riflettono già un indebolimento dei fondamentali in Italia, mentre i mercati dei derivati azionari si sono mossi per tempo per tenere conto della maggiore volatilità attesa. L’ulteriore flusso di notizie nel corso dell’ultimo mese sono state poche per indurre un significativo cambiamento del posizionamento. La retorica è più intensa, ma è assente il contenuto informativo. La cosa importante è che il nostro giudizio di underperform esistente sulle azioni europee ci assicura una protezione da una potenziale debolezza dei prezzi, lasciando altresì un margine di manovra per aggiungere del rischio a livelli migliori in caso di esito positivo. Infatti le valutazioni delle azioni italiane sono interessanti”.

Incremento della volatilità in caso di una bocciatura

“Una bocciatura verrebbe percepita in modo negativo per il percorso delle riforme in Italia, dove il debito pubblico è cresciuto a dismisura al di sopra del 130% del PIL, e dove il settore bancario è in condizioni molto deboli. Ciò potrebbe alimentare dei dubbi sulle prospettive di crescita del paese, e quindi genera una certa volatilità per gli asset italiani. Prevediamo un’ulteriore volatilità degli spread obbligazionari e potenzialmente un’ulteriore svendita degli asset più rischiosi, sebbene essi abbiano registrato una correzione consistente da inizio anno. Inoltre una bocciatura potrebbe incidere sul sentiment di rischio verso gli asset di altri paesi periferici. A livello politico, un esito negativo potrebbe altresì dare slancio al partito di opposizione «5 Stelle» (MS5). Tuttavia le alternative sono limitate in termini di governo ed è possibile che a Renzi verrà chiesto dal Presidente della Repubblica di restare in carica temporaneamente. Infatti la riforma elettorale dovrà comunque cambiare prima che le elezioni anticipate vengano potenzialmente indette più in là l’anno prossimo”.

Twitter @MBarlassina_

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