Il super-gestore vede opportunità nelle banche italiane, ma solo nel breve

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di Redazione 28 Ottobre 2016 | 08:43

“Le banche sono state il principale elemento di sottoperformace del mercato italiano nel corso del 2016. Le aspettative nei confronti del settore sono ai minimi storici e lo dimostrano sia il posizionamento molto scarico da parte degli investitori istituzionali che i livelli valutativi. Tuttavia, se è ancora prematuro avere una visione strutturalmente positiva del settore, che già da luglio sta performando meglio rispetto al resto del mercato, è possibile cogliere le opportunità derivanti da questo scenario di volatilità e scetticismo, ma occorre essere selettivi”. E’ questa l’analisi di Stefano Andreani, gestore di Lemanik da anni stabilmente presente nelle prime posizioni del rating Citywire dei gestori sull’azionario italiano.

Nel medio termine, invece, sarà difficile riuscire a ottenere ritorni in linea con il costo del capitale, in uno scenario in cui i tassi rimarranno ancora bassi e sarà necessario puntare sull’efficienza e sull’attenzione ai rischi”, spiega Andreani, che ha individuato gli eventi che nel prossimo futuro potrebbero continuare a influenzare l’andamento borsistico del settore bancario italiano.
Il più recente è l’approvazione della fusione tra il Banco Popolare e la Popolare di Milano, il cui esito è stato incerto fino all’ultimo momento. Questo passaggio fondamentale per il settore bancario italiano sta scatenando in questi giorni un rialzo delle quotazioni, in virtù del cambio di forma giuridica, che prima della fine dell’anno tutti gli istituti di una certa dimensione devono affrontare e della necessità di sostenere la profittabilità attraverso l’estrazione di sinergie”.

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