Hsbc fa scintille a Londra dopo trimestrale migliore delle attese

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di Luca Spoldi 7 Novembre 2016 | 15:50

HSBC VA MEGLIO DEL PREVISTO – Hsbc Holding in rialzo del 4,4% a Londra, dopo una trimestrale chiusa a sorpresa con un utile trimestrale ante imposte in crescita del 7% a 5,59 miliardi di dollari, vale a dire più dei 5,29 miliardi che in media si attendevano gli analisti della City. A influenzare il dato sono il taglio dei costi e un incremento degli accantonamenti contro rischi su crediti inferiori alle attese. In particolare il Ceo Stuart Gulliver sembra aver trovato la giusta ricetta per combattere uno scenario caratterizzato da tassi vicini ai minimi storici, visto che i ricavi sono saliti più dei costi per la prima volta da 10 anni in qua.

IL TITOLO SALE DEL 16% DA INIZIO ANNO – Da inizio anno Hsbc Holding guadagna il 16% a Londra, il miglior risultato ad oggi segnato da un titolo bancario europeo di grande capitalizzazione (Standard Chartered è l’unico altro concorrente ad avere segnato un andamento simile, con un guadagno del 14%). Anche così il titolo tratta ad un valore inferiore al suo book value. L’utile ante imposte non rettificato è invece calato dell’86% annuo a 843 milioni di dollari, tenuto conto di 1 miliardo di dollari di oneri di ristrutturazione e di 1,7 miliardi di dollari di minusvalenza legata alla cessione delle attività del gruppo in Brasile, coi cui proventi è stato finanziato un buy-back azionario annunciato lo scorso agosto.

CET1 SI RAFFORZA, DIVIDENDI ASSICURATI – Per quanto riguarda gli indici patrimoniali, Hsbc Holding ha visto il Cet1 salire al 13,9% a fine settembre dal 12,1% di fine agosto, battendo le previsioni di analisti come quelli di Jp Morgan Chase che si attendevano una più limitata crescita al 12,8%. Una mano l’ha data anche una modifica nel modo in cui le autorità britanniche hanno considerato la partecipazione nella cinese Bank of Communications, cosa che ha consentito ad Hsbc di ridurre di 120,9 miliardi di dollari il valore degli attivi ponderati per il rischio, liberando 5,6 miliardi di dollari che hanno consentito al Cet1 di balzare all’insù e che aiuteranno a distribuire dividendi e ad effettuare eventuali futuri buy-back azionari. Il che, secondo gli analisti di Sanford C. Bernstein & Co., dovrebbe consentire all’istituto di pagare il dividendo anche il prossimo anno.

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