Come approfittare della vittoria di Trump sui mercati

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di Luca Spoldi 9 Novembre 2016 | 09:31

DOPO IL PANICO I MERCATI ATTENDERANNO SEGNALI – C’è fermento nelle redazioni economiche delle maggiori testate mondiali, per offrire un quadro aggiornato delle prospettive dei mercati dopo la ormai certa elezione di Donald Trump (coi voti di almeno 276 grandi elettori, contro i 270 richiesti) alla presidenza degli Stati Uniti. Scontata l’immediate reazione negativa delle borse e il calo del dollaro, e l’altrettanto immediato apprezzamento dei beni rifugio a partire da oro e T-bond, i mercati dovrebbero poter recuperare terreno ma i tempi e i modi del recupero dipenderanno dalle concrete scelte dell’amministrazione Trump e in particolar dei “segnali di ragionevolezza” che il 45esimo presidente Usa manderà ai mercati.

PUNTARE SU ORO E DIVIDENDI – Per chi volesse provare a fare trading in queste ore, molti gestori americani consigliano di stare sull’oro, direttamente con Etf o attraverso titoli minerari come Barrick Gold. Anche i mercati emergenti potrebbero trarre giovamento dalla vittoria di Trump, specie se questa significasse una risalita dell’inflazione (e in generale se la domanda di materie prime tornasse a salire). A Wall Street potrebbero tornare a recuperare terreno i titoli che staccano dividendi elevati, mentre è più incerta la reazione di un settore come quello medicale-farmaceutico, perché Trump potrebbe eliminare la riforma sanitaria di Barack Obama sfruttando la maggioranza repubblicana al Congresso, ma ha anche dichiarato più volte di voler aumentare le importazioni di medicinali dall’estero per contenere i prezzi delle cure.

PER TASSI E BOND POCO CAMBIA – Quanto ai tassi e ai bond, lo scenario resta sostanzialmente immutato con una previsione di tassi moderati ancora per molti anni ma questo non dovrebbe evitare l’atteso rialzo dei tassi ufficiali da parte della Federal Reserve. Questo significa che i T-bond non hanno molto spazio per correre, salvo che per movimenti legati alla ricerca di un parcheggio “sicuro” per la liquidità in fuga dall’azionario. A medio termine, infatti, il rendimento sui T-bond continua ad essere visto sopra il 2% annuo (contro l’1,80%-1,85% attorno a cui oscilla in queste ore).

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