Goldman: Trump muta prospettive politica fiscale e monetaria Usa

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di Luca Spoldi 9 Novembre 2016 | 16:07

LA RICETTA TRUMP PIACERA’ A ELETTORI E MERCATI? – Come con la Brexit, anche l’elezione “a sorpresa” di Donald Trump conferma che i sondaggi (e i loro commentatori in ogni campo) non servono più a cogliere il disagio di buona parte dell’elettorato di un Occidente che dopo decenni di crescita ininterrotta è dilaniato tra la paura per le conseguenze meno piacevoli della globalizzazione e l’incertezza sulla ricetta giusta per riuscire a ripartire. Ricetta che secondo il mantra dei mercati dovrebbe passare per una crescita della produttività che però richiede sacrifici e tagli della spesa pubblica che buona parte dell’elettorato non sembra volere affrontare.

VERSO UN TAGLIO DELLE TASSE SUI REDDITI ELEVATI – Trump ha così vinto promettendo esattamente l’opposto, ossia un allentamento della politica fiscale che secondo i primi calcoli di Goldman Sachs potrebbe valere lo 0,6% di Pil (contro lo 0,25% finora atteso), legato in gran parte a minori imposte sui redditi elevati e per la parte restante a maggiore spesa pubblica nel settore delle infrastrutture. Mentre resta da capire se ad una politica fiscale più morbida si contrapporrà come previsto una politica monetaria leggermente più rigida, visto che una crescita più forte come quella che vuole Trump potrebbe far ripartire l’inflazione e i tassi di mercato.

OCCHI PUNTATI SULLA FEDERAL RESERVE – Per il momento, tuttavia, la fragilità dei mercati potrebbe suggerire alla Federal Reserve di prendere tempo e far slittare al nuovo anno l’atteso rialzo dei tassi sui Fed Funds (la probabilità di un rialzo a dicembre è calata per Goldman Sachs dal 75% al 60%). A medio termine l’atteggiamento della Federal Reserve sarà condizionato dalle nomine che Trump potrà effettuare nel corso del suo mandato, non essendo ancora chiaro se verranno favoriti esponenti a favore di una politica monetaria più restrittiva o più permissiva. L’incertezza, insomma, regna sovrana e manterrà i mercati necessariamente cauti ancora per diverse settimane, se non mesi.

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