Fusioni e acquisizioni in frenata in Italia, pesa incertezza politica

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di Daniel Settembre 17 Novembre 2016 | 19:37

LA POLITICA PESA SU M&A TRICOLORE – Maledetta politica: tra referendum sulla Brexit e quello sulla riforma costituzionale italiana, acquirenti e venditori hanno preferito mettersi alla finestra in Italia, facendo crollare il numero e il controvalore delle operazioni di fusione e acquisizione (“M&A”) portate a segno nel “bel paese” nei primi nove mesi dell’anno, come segnalano gli analisti di S&P Global Ratings, notando come mentre in Europa il flusso di attività stia mostrando segnali di ripresa dopo il referendum sulla Brexit di giugno, le prospettive di una ripresa in Italia restano fosche al momento a causa dell’imminente referendum costituzionale che sembra bloccare i potenziali acquirenti.

SI COMPRA POCO SENZA STRAPAGARE – Così al termine dei primi nove mesi dell’anno il valore di fusioni e acquisizioni è calato in Italia a 10,7 miliardi di euro, dai 31,8 miliardi segnati nello stesso periodo dello scorso anno, con le acquisizioni da parte di società italiane che hanno raggiunto appena i 5 miliardi di euro, il dato dei nove mesi più debole dal 2011, lasciando spazio ad investitori stranieri che hanno continuato a banchettare allegramente con marchi e attività “Made in Italy”, puntando in particolare su aziende orientate ai consumi ma anche su società di information technology.

FRENA ANCHE IL FLUSSO DI IPO – Non è andata meglio alle imprese che hanno provato a chiedere soldi al mercato: il volume delle Ipo è ritornato sui livelli del 2015, con solo 1,2 miliardi di euro raccolti da aziende tricolori sul mercato primario da inizio anno, una frazione dei 7,7 miliardi raccolti nel 2015. Risultato: secondo gli esperti di S&P Global Ratings ad approfittare del calo delle valutazioni (il rapporto enterprise value/Ebitda è calato in media a 9,8 volte, il minimo dal 2012) potrebbero essere maggiormente potenziali acquirenti dall’Europa e dal Nord America in cerca di una presenza stabile in Italia. Che a questo punto “grazie” alle turbolenze della politica potrebbero pure riuscire a costituire “a sconto”.

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