Otto certificati Bonus Cap per scavalcare il rischio referendum

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di Redazione 18 Novembre 2016 | 08:30

Per l’investitore italiano gettarsi alle spalle il 2016 non sarà facile. Ci aspetta ancora un referendum dagli esiti incerti, con lo spread tornato ad oscillare pericolosamente. Alle spalle abbiamo una pesante performance di Piazza Affari, con l’indice FtseMib che perde il 22% dall’inizio dell’anno, mentre  le Borse di Francoforte e  Parigi sono sostanzialmente in parità e Wall Street segna nuovi massimi storici.

I segnali di ripresa dell’economia italiana non mancano. Il Pil del terzo trimestre ha sorpreso con una crescita  dello 0,3% sul trimestre precedente, contro una previsione di +0,2%. L’incremento è dello  0,9% sullo stesso periodo del 2015. Gli analisti stimavano una crescita dello 0,2%.

Per puntare sul 2017 e passare indenni l’incertezza del referendum www.websim.it 8 interessanti  Certificate Bonus Cap emessi in questi giorni da Banca Imi . Tre i punti di forza di questi strumenti:  barriere di tipo europeo, rendimenti interessanti e sottostanti solidi costituiti dalle maggiori blue chip italiane.

La struttura è quella dei classici Bonus Cap, il che vuole dire che se il sottostante fra un anno si troverà sopra la barriera il certificate verrà ritirato a un prezzo a premio rispetto al valore iniziale, con un bonus che varia  a seconda del certificate.

Se invece si dovesse avverare lo scenario negativo, con il sottostante che a scadenza si trova sotto la barriera, allora il prodotto verrà ritirato a  un prezzo che viene calcolato sottraendo dal valore nominale di 1.000 euro una percentuale pari alla distanza tra il valore iniziale del sottostante e il suo valore alla scadenza del certificate.
Per fare un esempio, se il sottostante dovesse trovarsi alla scadenza appena sotto una barriera posta, per ipotesi,  all’80%, il certificate verrebbe ritirato a 800 euro.

LA BARRIERA
Per questo,  una dei punti di forza di questo prodotto è la tipologia della barriera: quella europea va a verificare il livello del sottostante solo a scadenza, lasciando così la possibilità di ricevere il bonus anche se durante la vita del prodotto l’azione sottostante scende sotto la barriera.
Quella che conta è la quotazione alla data della scadenza.

Gli altri punti di forza sono bonus e sottostanti ma per una migliore analisi Websim ha studiato ogni singolo prodotto.

ENI.  Il primo certificate con Isin XS1518611139 ha come azione sottostante Eni [ENI.MI] , il certificate verrà ritirato a 1.071,5 euro con un rendimento del 7,15% l’anno a condizione che il titolo si trovi alla data di valutazione (il 9 novembre 2017) sopra a 9,412 euro, ovvero sopra la barriera. Per scendere a tale livello, il titolo dovrebbe perdere il 25% dall’attuale  quotazione di Borsa.
Su  35 analisti censiti da Bloomberg prevale l’ottimismo: 19 consigliano di acquistare il titolo e 9 di tenerlo in portafoglio. Solo sette dicono di vendere.  Il prezzo obiettivo medio è di 15,16 euro, ben sopra la barriera.  Da inizio anno il titolo arretra del 9,57%,

ENEL. Il secondo  certificate con Isin XS1518611303 ha come azione sottostante Enel [ENEI.MI]. Il certificate verrà ritirato a 1.081 euro con un rendimento del 8,1% in un anno  a patto che il titolo si trovi alla data di valutazione (il 9 novembre 2017) sopra a 2,912 euro, ovvero sopra la barriera. Per scendere a tale livello, Enel dovrebbe perdere in Borsa il 20% dall’attuale prezzo di Borsa.
Anche su questo titoli gli analisti censiti da Bloomberg sono ottimisti, con ben 24 esperti  che consigliano di acquistare il titolo e 5 di tenerlo in portafoglio. Nessuno consiglia di venderlo.
Il prezzo obiettivo medio è di 4,67 euro, un prezzo largamente superiore alla barriera (+37%). Da inizio anno il titolo arretra del 6,22%. Sulle attuali stime del consensus,  il P/E atteso per quest’anno è fissato a 11,62 volte.

GENERALI. Il terzo certificate con Isin XS1518611485 ha come azione sottostante Generali [GASI.MI].  Il certificate verrà ritirato a 1.086 euro con un rendimento dell’8,6% l’anno se il titolo si troverà alla data di valutazione (il 9 novembre 2017) sopra la  barriera fissata a 8,82  euro. Per scendere a tale livello, la quotazione di Borsa dovrebbe perdere il 25% dall’attuale prezzo.
Su  31 analisti censiti da Bloomberg, prevale l’ottimismo: 14 consigliano di acquistare il titolo e 13 di tenerlo in portafoglio, il restante di venderlo.  Il prezzo obiettivo medio è di 13,67 euro (36% sopra il prezzo di barriera).

TELECOM ITALIA. Il quarto certificate con Isin XS1518611568 ha come azione sottostante Telecom Italia [TLIT.MI]. Il certificate verrà ritirato a 1.085 euro con un rendimento dell’8,5%  in un anno a condizione che alla data di valutazione (il 9 novembre 2017) la quotazione di Borsa di Telecom Italia sia sopra la barriera, fissata a 0,4998 euro. Per scendere a tale livello, la quotazione di Borsa dovrebbe perdere il 28% dall’attuale prezzo.

Anche sul titolo Telecom Italia gli analisti censiti da Bloomberg, in tutto 35 sono positivi, con 21 che consigliano di acquistare il titolo e 12 di tenerlo in portafoglio. Il target price medio è fissato a 1 euro.

UNICREDIT. Il quinto certificate con Isin XS1518611642 ha come azione sottostante Unicredit [CRDI.MI]. Il certificate verrà ritirato a 1.130 euro con un rendimento del 13% l’anno, a condizione che alla alla data di valutazione (il 9 novembre 2017) il titolo in Borsa quoti sopra la barriera, fissata a 1,3728 euro. Per scendere a tale livello Unicredit dovrebbe perdere il 38% dall’attuale prezzo di Borsa.
Su  32 analisti censiti da Bloomberg prevale l’ottimismo: 18 consigliano di acquistare il titolo e 10 di tenerlo in portafoglio.  Il prezzo obiettivo medio è di 2,83 euro . Sulle attuali stime del consensus, il P/E atteso per quest’anno è fissato a 6,70 volte. E’ importante sottolineare che in caso di aumento di capitale la barriera,  così come il prezzo iniziale, verranno rettificati secondo un parametro che deciderà la Consob per annullare l’effetto diluitivo che l’operazione potrebbe avere sul titolo.

FIAT CHRYSLER. Il sesto  certificate con Isin XS1518611998 ha come azione sottostante Fiat Chrysler [FCHA.MI]. Il certificate verrà ritirato a 1.083,5 euro con un rendimento dell’8,35% l’anno a condizione che alla data di valutazione (il 9 novembre 2017) la quotazione di Borsa di Fca sia sopra la barriera, fissata a 4,995 euro. Per scendere a tale livello l’azione Fiat Chrysler dovrebbe perdere il 27% dall’attuale prezzo di Borsa.
Tra 27 analisti censiti da Bloomberg, 11 consigliano di acquistare il titolo e 6  di tenerlo in portafoglio. Per 10 analisti è meglio vendere. Il prezzo obiettivo medio è di 7,42 euro, il 32% sopra la barriera . Da inizio anno il titolo arretra del 20,01%.  Sulle attuali stime del consenso il P/E atteso per quest’anno è fissato a 4,56.

STM. Il settimo  certificate con Isin XS1518612020 ha come azione sottostante StMicroelectronics [STM.MI]. Il certificate verrà ritirato a 1.093 euro con un rendimento del 9,3% l’anno, a condizione che alla data di valutazione (il 9 novembre 2017) la quotazione di Borsa di StM sia sopra la barriera, fissata a 6,918 euro. Per scendere a tale livello, StM dovrebbe perdere in Borsa il 29% dall’attuale quotazione.
Tra 21 analisti censiti da Bloomberg, 6 consigliano di acquistare il titolo e 10  di tenerlo in portafoglio,  i restanti dicono di vendere. Il target price  medio è di 7,53 euro.

MEDIOBANCA. L’ottavo certificate con Isin XS1518612293 ha come azione sottostante Mediobanca [MDBI.MI]. Il certificate verrà ritirato a 1.132 euro con un rendimento del 13,2% l’anno a condizione che alla data di valutazione (il 9 novembre 2017) la quotazione di Mediobanca sia sopra la barriera, fissata a 5,2575 euro. Per scendere a tale livello, l’azione Mediobanca dovrebbe perdere il 24,5% dall’attuale prezzo di Borsa.
Su  13 analisti censiti da Bloomberg prevale l’ottimismo: 9 consigliano di acquistare il titolo e 3 di tenerlo in portafoglio, i restanti di vendere.  Il prezzo obiettivo medio è di 7,78 euro.Sulle attuali stime del consenso il P/E atteso per quest’anno è fissato a 9,81 volte.

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