Preoccupati per altri shock di mercato? Ecco perché azioni e obbligazioni non bastano più

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di Redazione 22 Novembre 2016 | 09:18

Di Christine Johnson, responsabile prodotti alternativi di AB-AllianceBernstein

Il sorprendente risultato delle elezioni americane ci ricorda che aspettarsi l’inaspettato è un elemento fondamentale di tutte le strategie di investimento. Come per il voto sulla Brexit, ci vorrà del tempo perché tutte le implicazioni dell’esito vengano a galla, suggerendo che ci aspetta un ulteriore periodo di volatilità dei mercati.

Avere un mix di investimenti tradizionali di azioni e obbligazioni è diventato, dunque, un modo molto meno efficace per gestire la volatilità. Ecco perché le correlazioni tra azioni e obbligazioni sono più che raddoppiate negli ultimi vent’anni.

Rispetto ad azioni e obbligazioni, spesso gli investimenti alternativi, intesi come quelli effettuati per il tramite di strategie che consentono di sfruttare le inefficienze dei mercati (ad esempio l’equity long/short) , traggono una minore quota del loro rendimento dalle oscillazioni di mercato, ossia il cosiddetto beta. Poiché non tendono a replicare le fluttuazioni dei mercati tradizionali, possono subire perdite inferiori quando azioni e reddito fisso attraversano fasi di ribasso. Di conseguenza, un’allocazione sugli asset alternativi è in grado di potenziare i rendimenti a lungo termine del portafoglio, riducendo nel contempo la sua vulnerabilità ai rischi dei mercati tradizionali.

In passato, l’investimento in asset alternativi era sostanzialmente una prerogativa dei grandi operatori istituzionali. Oggi, invece, anche gli investitori privati possono accedere alle stesse capacità grazie a fondi armonizzati alla normativa UCITS e possono beneficiare di una liquidità giornaliera. E anche il loro costo è diminuito.

Trovare la formula giusta

L’universo degli investimenti alternativi è molto ampio e comprende stili e strategie diversi come azionario long/short, market neutral, relative value/credito, event driven e macro, tutti studiati e gestiti in maniera differente rispetto alle tradizionali strategie azionarie e obbligazionarie. Tendono a produrre diversi modelli di rendimento, e ciò li rende meno sensibili ai movimenti dei mercati.

Le azioni, ad esempio, hanno messo a segno forti rendimenti per anni, ma lungo la strada hanno affrontato momenti di alti e bassi. E’, dunque, importante proteggersi dai ribassi. Storicamente gli investitori con un orizzonte temporale di lungo periodo hanno tratto vantaggio dalle strategie alternative riducendo l’impatto del crollo dei mercati sui portafogli.

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