Piazza Affari soffre il crollo dei titoli finanziari

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di Luca Spoldi 28 Novembre 2016 | 18:16

SEDUTA ROSSO SANGUE PER I FINANZIARI – Giornata nera per il comparto finanziario italiano a Piazza Affari, dove gli indici generali segnano un arretramento marcato per il timore ormai largamente prevalente della vittoria del “no” al referendum costituzionale di domenica prossima. Così a fine giornata il Ftse Mib chiude a -1,81%, il Ftse Italia All-Share perde l’1,71% e il Ftse Italia Star termina a -0,72%.

FT: VITTORIA NO METTE A RISCHIO 8 ISTITUTI – La vittoria del no, infatti, secondo il Financial Times metterebbe a rischio la sopravvivenza di almeno otto istituti italiani: le due quotate Mps e Banca Carige, le due popolari venete controllate dal fondo Atlante, BpVi e Veneto Banca, e le quattro “good bank” Banca Etruria, CariChieti, Banca  Marche e Cariferrara del cui salvataggio dovrebbero incaricarsi Ubi Banca e il fondo interbancario, con l’intervento ancora di Atlante.

SOLO IN 3 EVITANO IL ROSSO, MPS PEGGIO DI TUTTI – Tra le blue chip italiane solo tre: Terna (su cui Jefferies alza il giudizio da “hold” a “buy”), Atlantia (su cui Jp Morgan conferma un “overweight”) e Yoox Net a Porter (che sigla una joint venture in Medio Oriente riscuotendo il plauso di Citigroup) riescono a evitare il rosso. Per tutte le altre la giornata si chiude in calo, con le banche che affondano. Le peggiori sono Mps (-13,8%) Bper (-6,58%), Banco Popolare e Bpm (entrembe poco sopra il 5% di perdita) e Unicredit (-4,52%). Malissimo tra i titoli a media capitalizzazione anche Banca Carige, che perde il 9, 27%, superata al ribasso solo d Stefanel (-11,71%) ed Ergycapital (-9,87%).

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