Il Referendum italiano può smorzare il rimbalzo del mercato europeo?

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di Redazione 30 Novembre 2016 | 11:19

In questi giorni la domanda che più affolla la mente degli investitori riguarda quale possa essere il futuro del mercato alla luce del Referendum costituzionale del 4 dicembre. Fare una previsione è molto difficile, come dimostrano gli avvenimenti di quest’anno (Brexit ed Elezioni statunitensi su tutti), ma abbiamo comunque provato a prendere parte all’esercizio.

Ormai è parere di tutti, il rischio di una vittoria del “No” è davvero molto alto, come evidenziato anche dagli ultimi sondaggi disponibili. Ad ogni modo, vista l’approvazione della Legge di Stabilità per il 2017, pensiamo che il rischio di vera instabilità politica in Italia sia limitato. Nondimeno, se perderà, è possibile che il Premier Renzi darà le dimissioni e che avremo di fronte a noi alcuni giorni (forse poche ore?) di trambusto sui mercati, in attesa dell’elezione di un nuovo Primo Ministro.

Pensiamo che il rischio politico sia già prezzato nel mercato obbligazionario italiano e che ogni altra flessione possa essere propedeutica a un successivo rimbalzo. Allo stesso modo siamo abbastanza sorpresi dal comportamento dei mercati azionari europei dopo l’esito delle Elezioni statunitensi: mentre gli Indici americani sono sconfinati in un territorio inesplorato, lo Stoxx 600 non è stato in grado di superare la soglia dei 350 punti.

Quello di 350 punti rappresenta IL LIVELLO che potrebbe dare una vera opportunità di break-out per il mercato azionario europeo. Continuiamo a credere che ci sia un elevato Premio al Rischio nell’Equity europea, ma anche che il grosso del movimento potrebbe verificarsi oltre tale soglia (3.100 per l’Eurostoxx 50).

Il mercato europeo nel breve potrebbe sperimentare una fase di debolezza, anche perché la flessione del Treasury americano e l’apprezzamento del dollaro sono ormai su livelli di eccesso. Ad ogni modo, pensiamo che un’eventuale moderata flessione (con lo Stoxx 600 a 330, ad esempio) potrebbe essere riassorbita.

Dal momento che il Premio per il Rischio nell’azionario europeo si attesta su livelli molto interessanti, pensiamo che un’eventuale flessione potrebbe quindi segnalare un rimbalzo, visto anche che sembra difficile (per quanto non impossibile) che la situazione italiana possa minare in modo sostanziale il Risk Premium europeo e bloccare la salita del mercato.

Guardiamo infine all’Indice più importante del Vecchio Continente: il Dax. Quello di 10.850 è un livello di break-out fondamentale e una discesa fino a 10.000/10.200 potrebbe segnalare un’accumulazione di forza prima dell’attacco alla resistenza. Con il dollaro in rafforzamento, il Dax potrebbe diventare il mercato prediletto, almeno per un po’.

FONTE: Ufficio Studi Sofia Sgr

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