Deusche Asset Management si attende un 2017 positivo ma non esaltante

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di Luca Spoldi 30 Novembre 2016 | 13:02

DEUTSCHE AM OTTIMISTA MA NON EUFORICA – Ottimistiche, ma non euforiche, così Stefan Kreuzkamp, Chief investment officer di Deutsche Asset Management, descrive le sue previsioni sui mercati finanziari mondiali per il 2017. Rendimenti “mid-single digit” (attorno al 5%, ndr) sono il massimo che ci si può attendere in tutte le asset class, secondo il gestore che poi aggiunge: “Per il 2017 non riponiamo grandi speranze sulla crescita economica e su rendimenti molto alti dei mercati dei capitali”.

LA POLITICA CONTINUERA’ A PESARE – Detto questo, continua l’esperto, “non temiamo la recessione nelle grandi regioni economiche. Tuttavia, le decisioni politiche e delle banche centrali potrebbero innescare ulteriori flessioni del mercato a breve termine”. Lo scenario politico resta per Kreuzkamp l’incognita principale: il problema irrisolto della Brexit e le elezioni che si terranno in alcuni paesi chiave in Europa evidenziano come i riflettori siano nuovamente puntati sul futuro dell’Unione europea (Ue), sul nazionalismo e sul protezionismo.

ACCELERAZIONE CRESCITA E INFLAZIONE ANCORA LIEVE – Quanto ai fondamentali macroeconomici, il numero uno di Deutsche Asset Management parla di accelerazione del ritmo di crescita e dell’inflazione “soltanto lieve” per il 2017 e di una crescita del Pil mondiale del 3,5% (cosa che renderebbe il 2017 l’ottavo anno consecutivo di crescita superiore al 3% come non più accaduto dagli anni sessanta del secolo scorso) assieme ad una ripresa economica nell’Eurozona (+1,3%) trainata soprattutto dai consumi.

PUNTARE SU BOND CORPORATE E GESTIONE ATTIVA – Uno scenario che dovrebbe favorire ancora un dollaro forte e che potrebbe generare rendimenti nel complesso negativi per i bond sovrani in Europa e negli Usa e che porta Deutsche Asset Management a preferire le obbligazioni corporate europee e statunitensi e i titoli di Stato dei paesi europei periferici, mentre sui mercati emergenti alcune obbligazioni sovrane denominate in “hard currency” appaiono interessanti, ma soggette a una maggiore volatilità dei prezzi. Per le borse ci si attende invece mercati volatili e con movimenti laterali che potrebbero rappresentare una fonte di opportunità per gli investitori che adottano un approccio attivo, selettivo e tattico.

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