Pir: ecco i 6 principali fattori di rischio

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di Daniel Settembre 1 Febbraio 2017 | 11:54

Secondo Moneyfarm, i Pir presentano 6 caratteristiche che li rendono una scelta non consigliabile per chi vuole investire i propri risparmi. Annunciati a più riprese da praticamente tutti i governi succedutisi negli ultimi anni per poi regolarmente finire nel dimenticatoio, i Piani Individuali di Risparmio (PIR), introdotti nell’ultima legge di Stabilità, sono diventati realtà con il nuovo anno. Come prevedibile la novità ha creato grande clamore e i primi prodotti offerti dagli operatori hanno attirato enorme interesse da parte degli investitori italiani.

“Quando si decide di investire”, spiega Paolo Galvani, presidente e co-founder di Moneyfarm, “è bene considerare con attenzione tutti i fattori capaci di intaccare la sicurezza del nostro capitale, specialmente se esistono dei vincoli temporali che non ci garantiscono di limitare la nostra esposizione facilmente. Crediamo infatti che l’incentivo fiscale non vada considerato come un regalo che il legislatore ha deciso di fare al risparmiatore. Esso serve a remunerare il rischio che l’investitore si assume e quindi va considerato in termini relativi”.

1. Non offrono diversificazione geografica dell’investimento esponendo di fatto i vostri risparmi ai rischi del sistema Italia, senza peraltro la possibilità di bilanciare verso altre aree in caso di necessità.

2. Il rischio geografico si unisce al rischio specifico generato dalla presenza nel portafoglio di strumenti emessi da imprese italiane a piccola e media capitalizzazione. Questi strumenti sono generalmente molto volatili e poco liquidi. Essere vincolati a questo tipo di prodotti per lungo tempo vuol dire condannare il proprio investimento a livelli di rischio eccessivi, con grande probabilità di intaccare il proprio capitale.

3. Bisogna inoltre tenere a mente che l’incentivo fiscale è vincolato a una durata almeno quinquennale dell’investimento. Qualora aveste necessità ritirare in anticipo la vostra posizione, vi trovereste a pagare la normale aliquota del 26% sulle plusvalenze.

4. Per via della loro struttura i PIR saranno composti principalmente da azioni e obbligazioni. Si tratta di un limite che potrebbe rendere complessa una distribuzione equilibrata tra le varie asset class.

5. I PIR, inoltre, si configurano come strumenti dedicati a investitori molto esperti. Il panorama delle piccole e medie imprese italiane è molto complesso ed estremamente volatile. Inoltre, la novità del prodotto vi lascerà pochi riferimenti per valutare la performance dei vostri gestori.

6. Infine, la varietà di forme giuridiche con cui i PIR possono essere offerti apre la possibilità a strutture di costo poco trasparenti.

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