Arriva il sito che ti dice come risparmiare sui costi di fondi e Sicav. Ecco come funziona

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di Marco Barlassina 3 Febbraio 2017 | 08:16

La promessa è semplice: risparmiare in pochi click. A farla è ReFees, una startup che permette agli investitori di scoprire i costi impliciti relativi agli investimenti in portafoglio e di valutare un eventuale risparmio ottenibile dalla sostituzione di questi con ETF similari.
Il tutto gratuitamente.
L’assunto di base è quello rivelato da una ricerca di Morningstar di alcuni mesi fa nella quale si dimostrava come in Italia i costi sui prodotti di risparmio gestito siano mediamente più alti che nel resto d’Europa, con spese correnti medie annue pari all’1,42%. Su fondi e Sicav, oltre alle commissioni esplicite, quelle che sono chiaramente visibili perchè addebitate direttamente dalla banca sul conto corrente, esistono infatti una serie di commissioni implicite che vengono comunque dedotte dal rendimento.
Queste commissioni incidono spesso in misura anche significativa sul rendimento finale dell’investimento.

Come funziona
Una volta inserito il codice ISIN degli strumenti presenti in portafoglio, il software mostra le commissioni implicite ad essi riferiti (sia in percentuale che in valore assoluto in base all’importo inserito dall’utente per ogni suo strumento), rappresentate dalla voce spese correnti o TER. Oltre a ciò viene mostrata un’incidenza di tali spese negli anni a venire sul proprio patrimonio. Sempre nella parte gratuita viene indicato anche quanto sarà il risparmio che l’utente otterrà nell’utilizzare strumenti più efficienti, se tra gli strumenti inseriti il software identifica strumenti sostituibili.

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Fin qui la parte gratuita di ReFees, che diventa invece premium per conoscere in dettaglio gli strumenti alternativi più efficienti da utilizzare al fine di sostituire i prodotti ad alto costo.
“Il costo del servizio Premium è del 20% una tantum sul risparmio annuo che l’utente riuscirà ad ottenere”, spiega Filippo Livorno, uno dei soci fondatori di ReFees, al quale Soldi ha rivolto alcune domande per meglio chiarire alcuni punti del meccanismo di sostituzione.

Come vengono decisi i prodotti con i quali effettuare la sostituzione?
Gli strumenti che il nostro software analizza sono fondi e Sicav, per i quali proponiamo la sostituzione essenzialmente con ETF, che assicurano un TER o spese correnti nettamente inferiori, e che siano caratterizzati da un indice sottostante uguale o simile al benchmark del fondo. 

Certo la gestione passiva ha costi inferiori, ma il fondo potrebbe avere una gestione realmente attiva e quindi ottime performance, a parità di sottostante con l’ETF. In questo caso non c’è il rischio che la sostituzione possa essere controproducente?
In questo caso il nostro software è in grado di riconoscerlo sulla base delle performance passate e quindi di indicare al cliente il mantenimento dello strumento in portafoglio quando questo ha un gestore i cui risultati siano comprovati. Uno dei dati che consideriamo nel valutare la sostituzione è la bontà dimostrata dal gestore attivo nel produrre valore. Ove ciò sia evidente non suggeriamo la sostituzione del fondo

Con il vostro servizio è possibile impartire direttamente l’ordine per la modifica del portafoglio?
 “Il nostro è solo un servizio di consulenza sull’analisi ed ottimizzazione dei costi, ottenuto il quale il cliente deve comunque tornare in banca o dal suo intermediario per dare esecuzione al consiglio”.

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