Cosa fare dei vostri soldi nel 2017, l’anno delle elezioni multiple

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di Raffaello Mascetti 6 Febbraio 2017 | 07:46

Il 2017 è l’anno delle elezioni. Forse in Italia ma sicuramente in Olanda, Francia e Germania. Con la Cina che vivrà qualcosa di simile ma nel chiuso delle stanze del potere dove si svolgerà il XIX Congresso del partito che dovrà scegliere la leadership per gli anni Venti con Xi Jinping che punta a farsi nominare Paramount Leader (come Mao e come Deng). Per questo la Cina resterà stabile almeno fino all’autunno, ci possiamo scommettere, sostiene Alessandro Fugnoli, strategist di Kairos, nella sua newsletter “Il Rosso e il Nero”.

Tutto il resto, in Europa, è per aria. In Olanda c’è grande eccitazione intorno al nuovo partito lanciato da Thierry Baudet, un giovane e sofisticato intellettuale che si rivolge all’elettorato di centro su una piattaforma libertaria e di democrazia diretta; il Francia lo spettro di una vittoria di marine Le Pen agita le notti degli eurocrati, in Germania la Merkel potrebbe cedere lo scettro ai socialdemocratici. In Italia… Beh, lì sì che è tutto in alto mare….

Insomma, la dispersione delle ipotesi sul 2017 è enorme e quello che è partito come un anno all’insegna della forza potrebbe chiudersi male, ma anche molto bene. Cosa fare allora con i nostri soldi?

Fugnoli sostiene che in queste condizioni, con un ciclo anziano e valutazioni azionarie e obbligazionarie elevate, i portafogli non vanno costruiti solo in vista della performance ma anche della loro solidità strutturale. Gli anni per guadagnare e puntare grosso sono alle spalle, scrive ancora lo strategist di Kairos.

La prima cosa da fare è fortificare al massimo la parte difensiva monetaria-obbligazionaria, privilegiando debitori forti, scadenze brevi e valute diversificate (a partire dal dollaro sopra 1.10). Le valute fluttuano? Pazienza. Nel fortino si può creare una piccola scorta di oro (solo su debolezza) e di materie prime.

La seconda cosa è delimitare la parte destinata ad attaccare e fare soldi. Era del 50 gli anni scorsi? Facciamola scendere al 30. Era del 30? Portiamola al 15-20. A ciclo maturo è meglio guadagnare poco che perdere tanto. Se poi c’è davvero il gran finale euforico (che nel 2007-08 ci fu per le case, ma non per le azioni) si faranno dei bei soldi anche con il 30 o il 15. L’azionario ha da essere mirato e, dove si guadagna, chiuso in tempo. In linea di massima vanno bene i titoli che hanno valore, i ciclici e le banche. Bene anche qualche borsa emergente.

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