La Consob a gamba tesa contro CFD e opzioni binarie

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di Redazione 9 Febbraio 2017 | 08:09

“L’investimento in CFD, rolling spot forex e opzioni binarie, non è adatto alla maggior parte degli investitori. Tale forma di investimento può comportare perdite anche ben superiori al capitale inizialmente investito” e “occorre procedere ad avviare l’operatività soltanto dopo aver effettivamente compreso e valutato tutti i rischi connessi all’investimento in parola”. Così la Consob è scesa in campo a tutela dei risparmiatori sui rischi legati a investimenti in CFD e opzioni binarie.

In una comunicazione rivolta ai risparmiatori la Commissione ricorda inoltre che “è necessario accertarsi sempre che il soggetto offerente sia autorizzato ad operare in Italia, consultando gli appositi elenchi tenuti a cura della Consob (per quanto riguarda le imprese di investimento) e della Banca d’Italia (per quanto riguarda le banche), reperibili sui rispettivi siti istituzionali. A tal fine è opportuno consultare altresì la sezione “Avvisi ai risparmiatori” presente sul sito istituzionale Consob, contenente le segnalazioni, provenienti da autorità di vigilanza estere, oltre che dalla stessa Consob, di attività di tipo finanziario svolte abusivamente e dei soggetti cui fanno capo”.

Ecco le caratteristiche di tali strumenti delineati dalla Consob nel suo documento:

I CFD sono contratti tra un intermediario ed un investitore con i quali ciascuna parte si impegna a pagare all’altra la differenza tra il valore attuale di un determinato bene (azioni, valute, merci, indici finanziari, ecc.) e il valore che lo stesso bene avrà in futuro. Una volta aperta una posizione in CFD, l’investitore in qualsiasi momento può chiuderla versando o incassando il differenziale.

I CFD sono prodotti c.d. a leva finanziaria,nel senso che gli investitori possono, tramite questi prodotti, assumere una posizione sul bene sottostante, versando soltanto una minima parte (detto “margine iniziale” o “deposito iniziale”) del valore complessivo della posizione assunta. In quanto prodotti a leva, agli investitori può essere richiesto il versamento di ulteriori somme ad integrazione di quelle depositate inizialmente per effetto dell’andamento del bene sottostante (c.d. “margini aggiuntivi”) e, inoltre, il risultato dell’operazione (perdita o guadagno) può essere ben superiore all’importo versato come margine iniziale (c.d. “effetto leva”).

Prodotti simili ai CFD sono i rolling spot forex, la cui caratteristica principale – oltre a quella di avere ad oggetto esclusivamente valute – consiste nel fatto che l’investitore può mantenere aperta la propria posizione grazie ad un meccanismo, chiamato roll-over, mediante il quale le operazioni chiuse al termine della giornata vengono automaticamente riaperte nella giornata successiva.

Le opzioni binarie sono invece contratti che assicurano il pagamento di un importo predeterminato se l’evento (per esempio, raggiungimento di un determinato livello del prezzo di un’azione o del rapporto di cambio fra due valute) si verifica entro una predeterminata scadenza temporale. Se l’evento non si verifica si perde tutta la somma investita.

Le opzioni binarie presentano una struttura (e quindi rischi) simili a quella di una scommessa. Spesso si caratterizzano per la brevissima durata – ad esempio un’ora o, addirittura, un minuto – accentuando così all’estremo il carattere di scommessa, in quanto è particolarmente difficile, se non impossibile, fare previsioni con un minimo di fondamento in un così breve periodo di tempo.

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