Cosa cambia davvero con lo spread a 200 per chi ha i BTP: la guida pratica caso per caso

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di Marco Barlassina 10 Febbraio 2017 | 07:30

Prima di tutto un avvertimento: non vi parleremo di politica economica, del debito italiano, di implicazioni sistemiche, di curva dei rendimenti e di tutto ciò che in questa fase non ha un diretto impatto sui vostri risparmi.

Parleremo invece di casi pratici. Anche a costo di sembrare meno “bravi” dei professori di economia e consapevoli che non potremo toccare tutte le sfaccettature del tema Spread.

Per farlo partiamo dalla base, ma solo perché ci sarà utile nel prosieguo:

l’ormai famoso Spread misura la differenza tra il rendimento del BTP decennale e il corrispondente Bund tedesco dotato della medesima scadenza.
Significa che lo Spread può salire o perché scende il rendimento dei Bund o perché cresce quello dei BTP.

Se sale il rendimento dei miei BTP allora non posso che essere contento. O no?
No, perché la salita del rendimento non è altro che la conseguenza della discesa del prezzo del BTP. Ed è il prezzo che interessa a chi il BTP già ce l’ha, perché è il valore a cui potrebbe venderlo oggi a fronte di cedole che invece restano sempre le stesse (il BTP è infatti un titolo a tasso fisso).

Ed eccoci così ai casi:

1 – Ho BTP in portafoglio e non ritengo di avere esigenze di liquità a breve

Pensate in sostanza di portare il BTP a scadenza senza venderlo prima. Potete dormire sonni tranquilli. Il prezzo del vostro BTP sta fluttuando e nell’ultimo periodo sta scendendo, ma per voi la cosa è totalmente indifferente. State continuando a ricevere il flusso di cedole previsto e a scadenza il vostro investimento sarà rimborsato a 100.
A meno di grandissimi imprevisti che rendano necessario avere liquidità aggiuntiva rispetto a quella che (ve lo auguriamo) avete disponibile in altre attività più prontamente liquidabili (ad esempio conti di deposito non vincolati o pronti contro termine) non avrete bisogno di fare nulla. E gli allarmi dei telegiornali sullo Spread saranno per voi più rinfrescanti di uno Spritz.
Vi resta solo una cosa di cui preoccuparvi: che lo Spread non salga talmente tanto da essere la spia del rischio di un’insolvenza dello Stato. Ma questa rappresenta un’evenienza che allo stato delle cose nessuno considera realmente probabile. In proposito ricordiamo che oggi lo Spread è in area 200 mentre nel 2011 arrivò nei pressi di quota 500.

2 – Dovrò smobilizzare parte dell’investimento prima della scadenza

Qui la situazione si fa più seria, perché se lo Spread è salito, come è avvenuto dai minimi di agosto a oggi, vuol dire che il vostro BTP potrebbe valere meno di quando l’avete acquistato e quindi subirete una perdita in conto capitale (su un BTP decennale acquistato appunto ad agosto questa perdita è ad oggi di circa il 10%).

3 – Sono un cassettista, ho dei BTP che porterò a scadenza e penso di comprarne altri

Siete in una situazione interessante. Perché voi potreste essere i beneficiari di quell’aumento dei rendimenti di cui si parlava all’inizio. Semplicemente potrete comprare BTP decennali a un prezzo di circa il 10% inferiore a quello di sei mesi fa e, sempre nell’ipotesi che li terrete fino a scadenza, questo si tradurrà in un rendimento effettivo più alto di quello che avreste avuto sei mesi fa. Tutto ciò sempre che in futuro i prezzi non scendano ancora di più.
Riguardo a un eventuale acquisto entrano naturalmente in campo valutazioni di convenienza personali, o supportate da un consulente. Valutazioni che esulano dal contenuto di questo articolo, che vuole invece avere carattere di breve guida pratica.

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