La Brexit fa calare i prezzi degli immobili a Londra

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di Luca Spoldi 1 Marzo 2017 | 10:51

LA BREXIT PESA SUL MATTONE DI LONDRA – La Brexit inizia a fare qualche vittima nella pur sempre brillante economia britannica. Un numero crescente di proprietari di casa sta infatti iniziando a tagliare il prezzo proposto per la vendita dell’immobile, dato che le incertezze su come il distacco dalla Unione europea sarà gestito e sulle conseguenze che potrà avere stanno raffreddando la domanda dopo anni di continua crescita dei prezzi degli immobili.

AUMENTANO I RIBASSI SUI PREZZI DI VENDITA – Del resto a Londra in particolare, dopo che i prezzi sono saliti dell’89% dal 2009 a oggi, un immobile costa ad un acquirente mediamente 14,2 volte il suo reddito annuo (più del doppio del tasso medio in tutta la Gran Bretagna secondo i dati di Hometrack) e questo sta portando gli istituti britannici a concedere sempre meno mutui, calati del 12% negli ultimi 2 anni (in base ai dati a fine settembre diffusi dal Council of Mortgage Lenders).

SEMPRE PIU’ QUARTIERI COINVOLTI – Così a fine gennaio la percentuale di venditori che hanno abbassato il prezzo di vendita chiesto per l’immobile era salita in 31 dei 33 quartieri di Londra se confrontata rispetto allo scorso luglio, il mese immediatamente successivo al risultato del referendum sulla Brexit. I tagli più sensibili si sono registrati nel quartiere di Kensington e Chelsea (8,2% di ribassi a gennaio rispetto al 7,8% del luglio scorso), seguito da Westminster (7,7% di ribassi) e Wandsworth (quartiere che include il distretto di Battersea, dove si è registrato un 7,1% di ribassi).

IMMOBILIARE, PER LONDRA IL MEGLIO E’ ALLE SPALLE – Ulteriori analisi realizzate da Bloomberg avevano già mostrato come il volume delle transazioni immobiliari nella capitale britannica resti sottotono, mentre aumentano le aree della città che registrano un calo dei prezzi di vendita. Risultati analoghi mostrano le statistiche elaborate dai singoli intermediari immobiliari e dal Land Registry (i cui dati si riferiscono alle sole transazioni concluse). Insomma: la crescita del mercato immobiliare londinese è ormai un ricordo?

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