Draghi (Bce): la ripresa si rafforza, il QE ha creato posti di lavoro

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di Luca Spoldi 9 Marzo 2017 | 16:29

RIPRESA GUADAGNA SPINTA – La ripresa in Eurolandia “sembra guadagnare spinta” con un’inflazione nominale “ di nuovo aumentata in larga misura per i prezzi energetici e alimentari”, mentre “l’inflazione di base continua ad essere debole”. Lo ha ribadito oggi nella conferenza stampa che ha seguito la riunione del board della Banca centrale europea il presidente della Bce, Mario Draghi.

QUANTITATIVE EASING HA CREATO LAVORO – Per Draghi i “rischi economici restano, ma meno pronunciati” e si è “lontani da cantare vittoria sul fronte dell’inflazione”, anche se “il rischio di deflazione è praticamente sparito”, mentre gli oltre quattro milioni di posti di lavoro creati sono “la risposta a chi temeva che il quantitative easing avrebbe creato iniquità” andando a beneficio dei più ricchi. A questo punto il bilancio dei rischi per la crescita rimane orientato al ribasso ma appare migliorato.

ACCORDO APERTO SU EUROPA A PIU’ VELOCITA’ – Il consiglio Bce, ha poi sottolineato Draghi,  non ha discusso “affatto” di un nuovo maxi-prestito Tltro alle banche. Quanto al progetto di un’Europa a più velocità su cui la politica del vecchio continente è tornata a riflettere in queste settimane, “per come l’ho capito io, il senso è che si tratterà di un accordo aperto, disponibile a qualsiasi altro paese voglia unirsi”. Di certo, ha concluso Draghi, “l’euro è qui per rimanere. La domanda non è se è irrevocabile: lo è. Piuttosto si tratta di fare in modo che aumenti la prosperità, far funzionare meglio quest’unione monetaria”.

SCHAEUBLE: POLITICHE FISCALI E MONETARIE AL LIMITE – Per quanto riguarda almeno le riforme istituzionali secondo il banchiere “i presupposti sono ora in favore di un miglioramento più che in qualsiasi altro momento”. In disaccordo con Draghi continua a sembrare il ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schaeuble che parlando ad una conferenza è tornato in giornata a ribadire: “Le misure di politica fiscale e monetaria hanno raggiunto il limite” e “più dura la fase dei bassi tassi di interesse, più aumenta l’impatto” negativo sul settore finanziario. Per questo, ha concluso Schaeuble, “pur nel rispetto dell’indipendenza delle banche centrali, sto propugnando un tempestivo avvio della exit strategy”.

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