Come l’Italia (o un altro Paese) potrebbe uscire dall’Euro adesso. Ecco cosa dice il Credit Suisse

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di Redazione 17 Marzo 2017 | 07:45

Estratto dal Monthly Report di Credit Suisse per il mese di marzo

Ora che i negoziati sul prossimo pagamento alla Grecia sono nuo- vamente impantanati e importanti politici in Francia e Italia spingo- no ad uscire dall’euro, si è riaperto il dibattito sul possibile disfacimento della moneta unica. Quanto è serio questo rischio?

[…]

Mentre un’uscita volontaria dall’UE (e quindi dall’euro) è prevista dai Trattati dell’Unione (vedi Brexit), l’espulsione dall’euro non lo è. Un tentativo di espellere un paese invierebbe un segnale molto negativo sul futuro dell’unione politica e monetaria. È più verosimile una sospensione di fatto dall’euro.
Nel concreto, è immaginabile il seguente scenario: la Banca Centrale Europea (BCE) pone fine ai suoi acquisti di titoli nel 2018; riduce il suo sostegno alle obbligazioni dei paesi periferici d’Europa, Italia in primis; i rendimenti aumentano e accelerano le fughe di capitali. Per sostenere il suo sistema bancario, la banca centrale italiana accelera i prestiti dalle banche centrali “del nord”, soprattutto dalla Bundesbank, attraverso il sistema Target II; la BCE effettivamente taglia fuori la Banca d’Italia dalla liquidità; l’Ita- lia è costretta a imporre controlli sui capitali – come in Grecia e a Cipro – e la sospensione è completa. A quel punto, è ipotizzabile una serie di esiti: l’Italia si sottopone a riforme strutturali con il sostegno del meccanismo di stabilità europeo e della BCE, oppure alla fine abbandona l’euro.

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