Brexit, conto salato per banche inglesi e Regno Unito

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di Luca Spoldi 24 Marzo 2017 | 15:42

BREXIT AMARA PER LE BANCHE INGLESI – Brutte notizie per le banche britanniche: secondo quanto annunciato oggi la Bank of England sta programmando un incremento delle commissioni che pagano gli istituti britannici per recuperare 5,4 milioni di sterline di maggiori costi regolatori associate alla Brexit. Ma l’aumento delle commissioni da versare alla banca centrale inglese non è che la punta dell’iceberg.

USCIRE DALLA UE COSTERA’ 58 MILIARDI DI EURO – Secondo il presidente della Commissione Ue, Jean-Claude Juncker, la Gran Bretagna potrebbe finire col pagare 50 miliardi di sterline (circa 58 miliardi di euro) quando uscirà dalla Ue, non perché vi sia alcuna volontà punitiva da parte del blocco europeo, ma perché deve essere chiaro che qualunque altro paese volesse imitare il Regno Unito non potrà farlo senza dover pagare a sua volta un conto salato.

LONDRA PUNTA A TRATTATIVE PARALLELE PER NUOVO ACCORDO – Da parte sua la Gran Bretagna vorrebbe far partire in parallelo i negoziati per la sua uscita dall’Unione europea e per la stipula di un nuovo trattato di libero scambio tra Regno Unito e Ue, ipotesi accolta finora molto freddamente dalla burocrazia europea ma parzialmente rilanciata dal ministro italiano per gli Affari europei, Sandro Gozi, che ha oggi cautamente ipotizzato che le due trattative possano “in parte sovrapporsi” nella parte finale del biennio di contrattazioni che partiranno dalla richiesta di attivazione dell’Articolo 50 dei trattati comunitari che il premier britannico Theresa May dovrebbe chiedere la prossima settimana.

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