Perché puntare sul debito dei mercati Emergenti

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di Redazione 29 Maggio 2017 | 11:06

A cura di Penelope Foley, Portfolio Manager del fondo TCW Emerging Markets Income, TCW

Restiamo costruttivi nei confronti del debito dei Mercati Emergenti, per diversi motivi. Anzitutto, l’incremento della crescita globale offre supporto al commercio mondiale e, di conseguenza, anche ai Mercati Emergenti. La crescita degli Emergenti sta accelerando e per la prima volta negli ultimi cinque anni lo spread tra la crescita dei Paesi Emergenti e quella delle economie avanzate si sta allargando. Storicamente, ciò è risultato positivo sia per gli afflussi verso i Mercati Emergenti che per le valute locali. Diversi Paesi del mondo emergente hanno anche implementato riforme importanti negli ultimi anni. Si tratta di una differenza notevole rispetto all’epoca del taper tantrum.

Il rapporto debito/Pil medio dei Mercati Emergenti si attesta al 47%, percentuale di molto inferiore rispetto a quella dei Paesi sviluppati. Inoltre, ci aspettiamo che i tassi di default dei bond corporate high yield emergenti quest’anno scendano al 2% dal 5%, grazie al continuo processo di deleveraging e al miglioramento della crescita dei margini operativi lordi.

Siamo consapevoli del rally registrato finora, ma con un rendimento medio del 5-6%, crediamo che le valutazioni siano attraenti rispetto ad altre obbligazioni, soprattutto considerando che oltre il 60% delle obbligazioni globali scambia con rendimenti inferiori al 2%, come evidenziato in Figura 1 e 2.

Crediamo che il contesto a livello di politica monetaria rimarrà benevolo e continuerà a supportare i prezzi degli asset. I tassi in crescita negli Stati Uniti destano meno preoccupazioni a nostro avviso, visto il percorso graduale e già ben delineato della politica della Fed. Inoltre, pensiamo che la BCE si manterrà molto cauta sul fronte della exit strategy e che la BoJ probabilmente continuerà a seguire dei target sulla curva dei rendimenti.

Riteniamo che l’outlook delle commodity sia stabile. La Cina ha avuto successo nel trovare un equilibrio tra la stabilità finanziaria e le priorità di crescita. Inoltre, l’impegno del Governo nei confronti di uno scenario di crescita domestica stabile fa ben sperare per l’economia globale. Anche il passaggio dalla politica monetaria alla politica fiscale negli USA è di buon auspicio per le commodity.

Rispetto a diversi mesi fa, il protezionismo non è più così preoccupante. Se però iniziassimo a notare segnali di aumento del protezionismo, i Paesi Emergenti, soprattutto le valute locali, che dipendono maggiormente dal commercio globale ne risentirebbero negativamente.

Nella gestione del fondo TCW Emerging Markets Income, cerchiamo di individuare i punti di svolta nel credito, al fine di catturare il maggiore rischio/rendimento e, allo stesso tempo, minimizzare il rischio. Abbiamo osservato come la maggior parte dei guadagni sia stata messa a segno in tempo di riforme e quindi cerchiamo di aggiustare le posizioni in vista dell’implementazione effettiva di tali riforme. Ad esempio, ci siamo esposti per tempo in Argentina, India e Indonesia, tutti Paesi che sono andati in rally dopo aver perseguito importanti riforme strutturali.

Continuiamo a favorire mercati ad alto rendimento, in Paesi che stanno implementando delle riforme strutturali. Questi investimenti offrono anche un cuscinetto a livello di spread in un contesto di tassi in aumento. Abbiamo anche applicato diverse coperture al portafoglio, per moderare i rischi al ribasso durante i periodi di volatilità e debolezza.

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