Mps, via libera condizionato alla ricapitalizzazione, no ad acquisizioni

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di Luca Spoldi 3 Giugno 2017 | 08:50

MPS: VIA LIBERA CONDIZIONATO A RICAPITALIZZAZIONE – Ricapitalizzazione precauzionale ormai alle porte per Mps, mentre restano nel limbo BpVi e Veneto Banca (nelle quali negli scorsi giorni il fondo Atlante aveva ufficializzato il no ad immettere ulteriori capitali), dopo l’assenso preliminare alla ricapitalizzazione di Mps da parte dello stato da parte della Direzione alla Concorrenza della Commissione europea, arrivato assieme ad alcune condizioni tra cui che la Bce dichiari solvibile la banca e che venga completata la cessione del portafoglio sofferenze da 26 miliardi di euro, con l’attribuzione ai privati (dunque non ai soci, tra cui il Tesoro, come si ipotizzava sino a dicembre) delle tranche junior.

RISTORO OBBLIGAZIONISTI RETAIL CON NUOVI BOND – Commentando la notizia il ministro dell’economia Pier Carlo Padoan ha sottolineato che tutti i punti del piano, compresi il taglio dei costi e il fabbisogno di capitale, sono stati chiariti e non vi sono più negoziazioni in corso su alcun ulteriore dettaglio. A sostenere il peso della ricapitalizzazione saranno azionisti attuali e obbligazionisti subordinati, mentre gli investitori retail che potranno provare di aver subito un “mis-selling” saranno non rimborsati ma compensati con nuove obbligazioni senior. Tra le condizioni poste anche il tetto agli stipendi dei manager, che non potranno superare dieci volte la retribuzione media dei dipendenti.

BPVI E VENETO BANCA NON SARANNO SALVATE DA MPS -Ultima ma non meno importante condizione: Mps non potrà fare acquisizioni nell’arco del piano (5 anni), così da evitare che i capitali versati nelle casse di Mps (8,8 miliardi di cui 6,6 miliardi a carico dello stato, già comprendendo i 2 miliardi di ristoro per gli obbligazionisti retail) vengano utilizzati per il salvataggio delle due ex popolari venete, ipotesi che era circolata come “piano b” per sbloccare anche quella situazione evitando il rischio di una risoluzione di uno o entrambi gli istituti. Il Tesoro potrà infine rimanere nel capitale di Mps (in cui anche Axa ha già fatto sapere di voler rimanere, ndr) per tutta la durata del piano, ma Padoan ha sottolineato che l’obiettivo è rimanere il minor tempo possibile, compatibilmente con la solidità e capacità di ripresa della banca senese.

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