Il vostro posto di lavoro è minacciato dalla tecnologia?

A
A
A
di Luca Spoldi 22 Giugno 2017 | 17:22

SERVIZI SEMPRE PIU’ A RISCHIO – Il vostro lavoro è destinato a scomparire? Se lo chiede Bloomberg notando come mentre i politici tendano a focalizzarsi su alcuni settori “iconici” del manifatturiero come il minerario, le acciaierie e i produttori di auto, che storicamente sono stati tra i più colpiti dalla rivoluzione tecnologica degli ultimi decenni, ormai da tempo sia il settore dei servizi a perdere il maggior numero di posti di lavoro negli Usa e sempre più anche in Europa, dal settore della distribuzione a quello dei servizi finanziari.

PESA AUTOMAZIONE E CRESCITA DIVARIO RICCHI/POVERI – Una tendenza che del resto è figlia del successo che il settore terziario ha incontrato negli scorsi decenni, successo che l’ha portato ad avere un numero di occupati di gran lunga superiore a quello del settore secondario, occupati che in parte sono ora a rischio per il continuo progredire della tecnologie a dei nuovi modelli di business legati all’innovazione. Nel Regno Unito, ad esempio, la Banca d’Inghilterra prevede che quasi 15 milioni di posti di lavoro, in gran parte nei servizi, siano a rischio a causa della crescente automazione e del sempre più ampio divario tra ricchi e poveri.

PER IL MOMENTO IL RISCHIO E’ LIMITATO – Uno studio di McKinsey Global Institute ha invece scoperto che meno del 5% dei lavoratori attualmente occupati in 46 paesi al mondo può essere totalmente sostituito dalle tecniche di automazione attuali, ma che circa un terzo dei compiti svolti dal 60% degli occupati potrebbe già esserlo. Naturalmente non mancano gli scettici, che notano ad esempio come la crescita della produttività negli Usa e in tutto l’Occidente continui a rallentare, esattamente l’opposto di quanto ci si aspetterebbe automatizzando sempre più attività. Il futuro ha dimostrato più volte di non essere facilmente prevedibile, tuttavia forse fareste meglio a chiedervi se il vostro posto di lavoro non possa essere automatizzato nei prossimi anni e a decidere per tempo cosa fare in quel caso.

Vuoi ricevere le notizie di Bluerating direttamente nel tuo Inbox? Iscriviti alla nostra newsletter!

Condividi questo articolo
NEWSLETTER
Iscriviti
X