Dopo Bpvi e Veneto Banca si sblocca anche la vicenda Mps

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di Luca Spoldi 26 Giugno 2017 | 14:00

ANCHE MPS SI SBLOCCA – Dopo che si è risolva la vicenda delle due ex banche popolari venete Bpvi e Veneto Banca, ricorrendo a una liquidazione “ordinata”, anche il salvataggio di Mps si è sbloccato. Secondo quanto ha annunciato stamane il vicedirettore generale di Banca d’Italia, Fabio Panetta, la ricapitalizzazione precauzionale di Mps da parte dello stato avrebbe ormai ottenuto il consenso delle autorità europee.

ATLANTE VA AVANTI SUGLI NPL – “Per Mps l’operazione è chiusa” ha confermato Panetta parlando coi giornalisti, mentre il responsabile dela Vigilanza, Carmelo Barbagallo, ha aggiunto: “siamo arrivati alla fine, manca solo il consenso formale della Dg competition, dubbi non ce ne sono”. La sequenza delle due notizie non è casuale: a impedire il via libera alla procedura per iniettare 6,6 miliardi di mezzi pubblici in Mps era lo stallo sulla vendita di 27 miliardi lordi di Npl dopo il ritiro di Italfondiario e Credito Fondiario dalle trattative, ma ora anche questa pregiudiziale è caduta.

SOFFERENZE POTREBBERO ESSERE VALUTATE IL 23% – A procedere all’acquisto (della tranche mezzanine e junior, ndr) sarà infatti il solo fondo Atlante che utilizzerà i residui 1,65 miliardi di euro in cassa: “l’operazione di cartolarizzazione è possibile anche grazie al fatto che Atlante userà anche i fondi che avrebbe messo per le banche venete, con piena soddisfazione delle autorità europee” ha infatti sottolineato Barbagallo. Da notare che se il fondo Atlante utilizzerà l’intera cassa a disposizione potrebbe rilevare circa 7 miliardi di Npl pagandoli l’equivalente del 23% circa del valore lordo di libro. Sarà il prezzo giusto?

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