Cosa cambia per gli investitori in vista della stagione degli utili

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di Redazione 27 Giugno 2017 | 10:02

Commento a cura di Larry Hatheway, capo economista di GAM

Sulla scia della corsa d’inizio anno, sia l’azionario globale che i mercati obbligazionari stanno scambiando a livelli vicini ai rispettivi massimi. L’obbligazionario ha tratto vantaggio da un livello d’inflazione più basso rispetto alle attese, mentre i listini azionari continuano ad essere sostenuti da una crescita moderata cosὶ come da robusti utili societari. Gli investitori potrebbero nutrire qualche riserva verso le valutazioni ma, in realtà, hanno a disposizione poche alternative. È importante considerare il modo in cui, nonostante la curva dei rendimenti sia in una fase di appiattimento, il sostegno che viene dalla crescita globale non sia stato messo in discussione. Inoltre, in vista della stagione degli utili di luglio, gli investitori mostrano riluttanza nel ridurre le proprie posizioni azionarie. Di conseguenza, dal nostro punto di vista, continueremo ad avere una previsione di rendimenti modesti, uniti a una volatilità relativamente bassa.

L’inflazione è in fase di stallo e si muove addirittura al ribasso in molte economie avanzate, con l’immediato effetto di un appiattimento della curva dei rendimenti, dato che le obbligazioni hanno corso mentre le attese sul restringimento monetario della Fed hanno portato in alto i tassi di breve periodo. Curve dei rendimenti piatte hanno un maggiore impatto sui mercati dei capitali, compresa una tendenza ad indebolire il dollaro. I differenziali d’interesse sulla parte lunga della curva sembrano in grado di generare un impatto maggiore sul dollaro rispetto quelli più di breve termine. Un altro fattore importante per i mercati azionari è la rotazione. Una curva dei rendimenti più ripida tende a rappresentare un vantaggio per i finanziari e i titoli value, mentre una curva più piatta favorisce i titoli quality, i titoli che pagano dividendi e i growth.

La recente decisione della Fed di rivedere i tassi al rialzo, insieme alla sua strategia di correzione dei futuri bilanci, ha paradossalmente rassicurato i mercati. La Fed ha diffuso un messaggio che testimonia la resilienza della crescita e la transitorietà dell’abbassamento del livello d’inflazione. Si tratta di un messaggio che ha rafforzato la prevedibilità della Banca Centrale statunitense e il suo intento di procedere in maniera graduale, elemento che ha supportato la fiducia degli investitori.

Guardando al prossimo trimestre, il principale rischio continua ad essere rappresentato dai timori di un atterraggio più brusco per la Cina. L’impulso del credito ha virato in negativo, accompagnato da ulteriori restrizioni normative sulla formazione di credito da parte dei piccoli istituti di credito e sui fuori-bilancio.

In passato, uno slancio negativo del credito ha di norma portato a un rallentamento negli investimenti in asset fissi, generando un impatto negativo in termini di domanda e prezzo delle materie prime. I mercati globali hanno tratto vantaggio per qualche tempo dalle rassicurazioni in termini di crescita della Cina, ma sarà interessante verificare se questo trend potrà continuare anche in futuro.

 

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