Italia: se sale il Pil le banche andranno meglio anche in borsa

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di Luca Spoldi 31 Agosto 2017 | 09:42

MIGLIORA SCENARIO MACRO – Lo scenario macroeconomico italiano va schiarendosi, con Moody’s che ha rivisto al rialzo le stime sulla crescita del Pil italiano per il 2017 e il 2018 a +1,3% (da +0,8% e +1% rispettivamente), dopo che già a fine giugno Standard & Poor’s aveva alzato da +0,9% a +1,2% la previsione per il 2017 (lasciando però invariato a +1% quella per il 2018).

KBW ALZA TARGET PRICE SU BANCHE – Buone notizie anche per il comparto bancario, col broker statunitense Keefe, Bruyette & Woods che ha rialzato i prezzi obiettivo delle banche italiane seguite dai suoi analisti, proprio a seguito del miglioramento del quadro macroeconomico italiano. In particolare per Unicredit (giudicata “outperform”) il target price passa da 16,62 a 18,21 euro, per Intesa Sanpaolo (“outperform”) da 3,28 a 3,36 euro e per Ubi Banca (“outperform”) da 4,56 a 4,59 euro.

PIAZZA AFFARI PER ORA RESTA TIEPIDA – Nel caso di Mediobanca (su cui il giudizio è più prudente, “market perform”) si passa da 8,85 a 9,25 euro, mentre infine Banco Bpm (“market perform”) vede il prezzo salire da 2,85 a 3,11 euro per azione. Le reazioni di borsa sono state tuttavia tiepide finora, a causa delle rinnovate tensioni geopolitiche tra Stati Uniti e Corea del Sud e, per il comparto bancario, del peso che i crediti deteriorati (Npl) continuano ad avere nonostante il buon numero di cartolarizzazioni avviate in questi ultimi mesi.

SOLO BANCO BPM SUPERA L’OBIETTIVO – Così stamane a Piazza Affari Unicredit oscilla appena sopra i 17 euro, Intesa Sanpaolo sale a 2,83 euro e Ubi Banca non va oltre i 3,87 euro, mentre Mediobanca rimbalza a 8,575 euro e Banco Bpm è indicato a 3,19 euro, unico tra le banche seguite dal broker americano a trattare ad un prezzo superiore al target indicato dagli analisti. Insomma: la crescita del Pil dovrebbe far bene alle banche italiane, ma dopo il consistente recupero delle quotazioni già avvenuto negli ultimi 12 mesi gli investitori sembrano voler aspettare una conferma dalle trimestrali prima di sbilanciarsi ulteriormente.

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