Borse in lieve rialzo dopo riunione Fed

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di Luca Spoldi 21 Settembre 2017 | 09:01

WALL STREET POSITIVA DOPO LA FED – Occhi puntati sulle reazioni dei mercati finanziari dopo che ieri il Fomc della Federal Reserve si è concluso come previsto senza alcun ritocco dei tassi ufficiali sul dollaro, ma con l’annuncio che l’attesa riduzione dell’attivo di bilancio dovrebbe partire il mese entrante. Se a Wall Street il Dow Jones ha terminato a +0,19%, l’S&P500 a +0,06% e il Nasdaq a -0,08%, stamane in Asia Tokyo ha visto l’indice Nikkei225 chiudere a +18%, riducendo i guadagni visti a metà giornata.

ATTESA MATTINATA TRANQUILLA IN EUROPA – In Europa ci si attende una seduta blandamente positiva. Tra i primi a commentare il risultato della riunione del comitato dei mercati aperti della Fed, Lee Ferridge, responsabile multi-asset strategy per il Nord America di State Street Global Markets, ha sottolineato come il riassorbimento dell’attivo di bilancio da parte della Federal Reserve dopo l’implementazione del quantitative easing a seguito della crisi economica mondiale dovrebbe essere almeno all’inizio “un processo graduale e prevedibile” come desidera il presidente della Fed, Janet Yellen, visto che si partirà con solo 10 miliardi di dollari al mese.

SOLO DAL 2018 LIQUIDITA’ MENO FAVOREVOLE – “Nei mesi successivi, invece, tale cifra è destinata a crescere (con un aumento di 10 miliardi al mese ogni trimestre) e sarà accompagnata probabilmente dal tapering della Banca Centrale Europea (Bce) che inizierà nei primi mesi del 2018, rendendo il contesto della liquidità meno favorevole ai mercati finanziari”. Quanto ai tassi, “molto probabilmente sarà necessario un miglioramento dei dati e/o nuovi segnali di pressione inflazionistica affinché la Fed alzi i tassi di interesse per la terza volta nel 2017”, cosa non facile specie dopo le devastazioni causate dal passaggio degli uragani Harvey e Irma.

NORMALIZZAZIONE MONETARIA SARA’ PROCESSO LENTO – A Ferridge fanno eco i colleghi Antoine Lesné, responsabile Emea ETF strategy di Spdr ETFs (parte di State Street Global Advisors), secondo cui l’inversione della politica monetaria “sarà un processo molto attento e graduale, che è già stato parzialmente incorporato nelle valutazioni di mercato”, e Sophia Ferguson, senior portfolio manager for active fixed income and currency di State Street Global Advisors, che nota come la decisione di lasciare invariato il tasso all’1,25% offre una tregua gradita al Fomc, che avrà così modo di valutare i dati economici delle prossime settimane e mesi. Una tregua che rriduce anche il rischio di una rimozione preventiva della politica monetaria accomodante e lascia allo stesso tempo un ampio spazio di manovra, qualora l’inflazione subisse un’accelerazione maggiore rispetto a quanto stimato nella seconda metà dell’anno.

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