Come cambia il mercato immobiliare coi Millennial

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di Luca Spoldi 10 Ottobre 2017 | 09:41

Il rapido cambiamento demografico, il desiderio di vivere nei centri urbani, il crescente costo degli alloggi e un ambiente urbano inesorabilmente mutevole hanno elevato il profilo degli immobili dopo il crollo del sistema finanziario globale nel 2008. Lo ricorda una ricerca di Bnp Paribas Asset Management sottolineando come una nuova generazione di affittuari, guidati dai “millenials”, abbia cambiato muti, pendolarismo e appartamenti nelle periferie per un nuovo stile di vita urbano.

Tutto molto eccitante per quella parte del mercato immobiliare che ha beneficiato del cambiamento, ma c’è stato anche il rovescio della medaglia notano gli esperti francesi: accanto ad un crescente interesse per le opportunità di investimento urbano, si sta sviluppando una crescente difficoltà di accesso ad alloggi a prezzi accessibili. La carenza di abitazioni è anzi diventate un problema significativo per le maggiori autorità metropolitane in Europa, come Londra, Berlino, Stoccolma o Parigi.

Ma il calo della percentuale di proprietà della casa su mercati come gli Stati Uniti e il Regno Unito pare indicativo di tendenze più ampie. I mercati europei hanno visto un calo dell’occupazione degli immobili da parte dei proprietari dal 73,2% nel 2009 al 69,5% nel 2016; allo stesso tempo, gli affitti in Europa sono saliti significativamente, con gli affittuari che rappresentano più del 25% delle famiglie nella Uer-28 e fino al 50% in alcuni paesi come la Germania. L’interesse crescente per alloggi sociali a prezzi accessibili non può dunque sorprendere.

Con l’inflazione e quindi i tassi di interesse che si prevedono resteranno più bassi per più a lungo in Nord America e in Europa, dovrebbero persistere la “coda lunga” per gli investimenti residenziali. La sfida più grande è stata finora come e dove investire: i mercati azionari britannici hanno iniziato a lavorare con gli affittuari di alloggi sociali, mentre in Germania l’attenzione si è concentrata sul segmento più orientato al mercato degli alloggi a prezzi accessibili.

È probabile che più intermediari entreranno sul mercato, ma la portata dipenderà dalla quantità di alloggi sociali e accessibili che si sposteranno in veicoli investibili, dal quadro normativo e dal numero di alternativa nei mercati immobiliari in Europa. Secondo gli esperti di Bnp Paribas Asset Management il modello tedesco “potrebbe benissimo mostrare la strada, con società che prima costituiranno portafogli sfruttando le scorte esistenti di immobili di proprietà e rivolgendosi a investitori dedicati con orizzonti d’investimento a lungo termine come fonte di capitale, prima di chiedere capitali di rischio ai mercati pubblici”.

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