Opec farà salire gradualmente prezzi petrolio, ecco come approfittarne

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di Luca Spoldi 16 Ottobre 2017 | 09:21

PETROLIFERI IN RIALZO – Petroliferi in ripresa a Piazza Affari dopo i primi scambi di giornata, con Eni che si riavvicina alla soglia dei 14 euro per azione (+0,8%), Saipem nuovamente sopra i 3,52 euro (+1%) e Tenaris che oscilla a 11,54 euro (+0,44%), rispetto ad un andamento generale del listino di Milano moderatamente positivo (indice Ftse Mib a +0,19%). Merito forse del consolidarsi dei prezzi del greggio sopra la soglia dei 50 dollari al barile, col future sul Wti che stamane oscilla sui 51,34 dollari.

OPEC ALZA STIME SU PREZZO GREGGIO – Anche a medio termine la tendenza al ribasso sembra essersi interrotta: come ricorda in un report Yann Quelenn, di Swissquote, secondo le previsioni dell’Opec (l’organizzazione che riunisce i principali esportatori di petrolio al mondo) nel 2018 il petrolio dovrebbe scambiare, mediamente, a 55 dollari al barile, un rialzo del 4% circa rispetto all’attuale prezzo del “paniere di riferimento”. Tuttavia, nota l’analista, “potrebbe essere l’Opec stesso a frenare i prezzi, perché non vorrà rischiare un aumento troppo marcato o troppo rapido”.

ECONOMIA MONDIALE VISTA A+3,6% NEL 2018 – Alla base di un prezzo più elevato dell’oro nero vi sono previsioni sempre più ottimistiche circa l’andamento dell’economia mondiale nel 2018: in particolare l’Opec prevede che il prossimo anno l’economia mondiale crescerà del 3,6%, in rialzo rispetto al 3,5% delle stime precedenti. In parallelo, la domanda di greggio, attualmente pari a 32,8 milioni di barili al giorno, dovrebbe salire a 33,1 milioni di barili.

OPEC FRENERA’ IL RIALZO DEI PREZZI – “I prezzi attuali – nota Quelenn – sono comunque inferiori alla curva dei costi della maggior parte dei produttori di argillite petrolifera e l’Opec ha tutto l’interesse a lasciarli a quel livello, per mantenere competitive le sue forniture”. Una decisione che anche i paesi industrializzati e gli investitori non possono che apprezzare, perché garantisce ancora per molti mesi energia a buon mercato, ingrediente fondamentale per consentire alla ripresa di estendersi e consolidarsi.

INVESTITORI E BANCHE CENTRALI RINGRAZIANO – Un rialzo graduale dei prezzi dei prodotti petroliferi contribuisce infine a limitare i rischi di una “fiammata” inflazionistica, dando così tempo anche alle banche centrali come Federal Reserve, Bce, Bank of England e Bank of Japan di avviare o proseguire una prudente azione di ritiro graduale delle misure straordinarie messe in campo negli ultimi anni, per poter tornare a politiche monetarie “normalizzate” che diano loro sufficiente spazio di manovra in vista di eventuali future crisi.

COME SFRUTTARE IL RECUPERO DELL’ORO NERO – Per gli investitori che volessero provare a scommettere su un trend rialzista delle quotazioni del petrolio, c’è solo l’imbarazza della scelta. In particolare volendo ricorrere ad uno o più Etf, si può scegliere tra prodotti come Etfs Wti Crude Oil, Boost Wti Oil Etc, Etfs Longer Dated Wti Crude Oil, Etfs 3x Daily Long Wti Crude Oil, Boost Wti Oil 2x Leverage Daily Etp, Etfs 2x Daily Long Wti Crude Oil, Sg Etc Wti Oil +3x Daily Lev Collateral e Sg Etc Wti Oil +3x Dai Leveraged Collat per puntare sui rialzi delle quotazioni del Wti (West texas intermediate), anche con leve più o meno elevate. Se invece preferite scommetter sul Brent del mare del Nord avete a disposizione prodotti quali Boost Brent Oil Etc, Boost Brent Oil 3x Leverage Daily Etp, Db Brent Crude Oil Booster Etc (Eur), Db Brent Crude Oil Euro Hedged Etc e Etfs Brent 1mth Oil Securities, anche in questo caso con la possibilità di optare per leve finanziarie più o meno elevate.

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