Carmignac: settembre favorevole alle materie prime, per l’euro una riscossa è possibile

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di Luca Spoldi 16 Ottobre 2017 | 15:22

SETTEMBRE MESE D’ORO PER IL PETROLIO – Come ricordano gli analisti di Carmignac, nel mese di settembre i mercati azionari hanno registrato una performance positiva e i mercati europei sono risultati tra quelli con andamento migliore (superiore al +3%), grazie soprattutto alla battuta d’arresto registrata dalla moneta unica nel suo incessante apprezzamento dall’inizio dell’anno. Il forte rimbalzo del prezzo del petrolio, di quasi il 10% nel corso del mese, ha consentito al settore petrolifero di registrare un recupero particolarmente evidente nei findi di Carmignac focalizzati sulle materie prime.

PUNTARE SU TITOLI A ELEVATA VISIBILITA’ E MID CAP – Un fatto che rafforza la preferenza dei gestori di Carmignac nei confronti dei titoli statunitensi in portafoglio appartenenti al settore della prospezione ed estrazione. Mentre il ciclo economico sta per raggiungere l’apice, i gestori francesi continuano ad aumentare gradualmente il proprio posizionamento in titoli a visibilità elevata, allo stesso tempo cercando di individuare società il cui potenziale di crescita non sia stato ancora valutato in modo adeguato dal mercato (società che spesso appartengono al mondo delle “mid cap”).

TITOLI DI STATO IN LIEVE RIPRESA – I rendimenti dei titoli sovrani dei paesi sviluppati hanno dal canto loro registrato una modesta ripresa, che ha azzerato la flessione realizzata nel mese di agosto. La conferma da parte della Federal Reserve dell’intenzione di continuare il processo di normalizzazione monetaria, senza aspettare che i dati sull’inflazione si avvicinino all’obiettivo, ha sostenuto questo movimento. Gli uomini di Carmignac notano peraltro l’aumento dei premi di rendimento delle obbligazioni corporate europee appartenenti alla categoria “junk”, fatto che giustifica la strategia di Carmignac di rafforzamento della qualità delle società nell’ambito del credito.

EURO POTREBBE TORNARE A RISALIRE – Infine sul fronte valutario, l’euro ha registrato il suo primo mese di flessione molto lieve nei confronti del dollaro statunitense dallo scorso febbraio. Questa battuta d’arresto, notano gli esperti, avviene proprio quando dall’inizio dell’anno la moneta unica ha corretto la sottovalutazione rispetto al biglietto verde, raggiungendo un livello quali in linea con il proprio valore nominale e la sua media storica dalla data di lancio sul mercato. D’ora in avanti, sottolineano gli esperti, la crescita dell’euro “ dipenderà ormai sempre meno dal suo valore intrinseco, e in misura maggiore dall’evoluzione del suo status di moneta di riserva internazionale. La ponderazione dell’euro nelle riserve valutarie mondiali è infatti fortemente diminuita dalla crisi del debito sovrano periferico, e riteniamo che esista un potenziale di ripresa strutturalmente favorevole alla moneta unica”.

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