Ubs: bolla speculativa sulle criptovalute, ma il blockchain ha un grande futuro

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di Luca Spoldi 17 Ottobre 2017 | 11:12

DIFFICILE DIVENGANO VALUTE DI USO COMUNE – Il tema delle criptovalute resta caldo, al punto che anche il Chief investment office di Ubs ha deciso di dedicare un report, pubblicato venerdì scorso, dal significativo titolo “Sotto la bolla”. Secondo gli esperti di Ubs dal 2008 in poi, la popolarità delle criptovalute è aumentata, superando la soglia delle mille criptovalute esistenti, con un valore aggregato superiore alla capitalizzazione di mercato di Ibm (pari a 137 miliardi di dollari, ndr). Ad ogni modo gli esperti hanno “dei dubbi sul fatto che queste possano effettivamente diventare delle valute largamente utilizzate”, dato che “le imprese e le persone fisiche devono pagare le ricevute fiscali tramite la valuta emessa dal governo e la fornitura potenzialmente limitata di criptomonete crea pesanti barriere all’adozione diffusa delle stesse”.

QUOTAZIONI RIFLETTONO BOLLA SPECULATIVA – “Riteniamo – proseguono gli uomini di Ubs – che il forte incremento che hanno subito le valutazioni delle criptovalute negli ultimi mesi sia una bolla speculativa” e se da un lato “abbiamo dei dubbi sul fatto che le criptovalute diventino effettivamente un metodo di scambio diffuso, dall’altro, il blockchain, ovvero la tecnologia che ne è alla base, probabilmente avrà un significativo impatto sulle società, dal settore finanziario a quello manifatturiero, dall’healthcare alle utility”. Gli esperti stimano che, entro il 2027, “il blockchain possa far incrementare il valore economico annuo globale di circa 300-400 miliardi di dollari”.

BLOCKCHAIN PUO’ RIVOLUZIONARE DIVERSI SETTORI – Gli investimenti in blockchain, del resto, appaiono simili a quelli effettuati a metà degli anni ‘90 nel settore di internet e nei prossimi dieci anni il blockchain potrebbe portare a delle tecnologie “che rivoluzionano il settore in maniera significativa”. Per il momento, però, sussistono ancora dei limiti tecnologici e quindi non è chiaro quali applicazioni specifiche saranno le più utili/redditizie, oltre agli attuali limiti sui ricavi e sulla redditività effettiva associati al settore.

SU CHI CONVIENE PUNTARE – Nonostante queste sfide, gli investitori che vogliono scommettere sulla tecnologia blockchain, per avere opportunità nel lungo periodo possono secondo Ubs iniziare a posizionarsi in due ampi gruppi: da un lato gli abilitatori di tecnologia (“technology enabler”), in particolare aziende operanti in ambito software, semiconduttori e piattaforme; dall’altro i primi utilizzatori di successo (“early & successful adopter”), che possono già essere ritrovati in ambito finanziario, manifatturiero, healthcare, utility e della sharing economy.

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