TASSI SUI BOND A 2 ANNI AI MASSIMI DAL 2008 – Per il momento non sembra che il decennale intenda perdere così rapidamente quota: pur salendo di un paio di punti base complice l’avvicinarsi di dicembre quando si prevede che la Federal Reserve possa alzare di un altro quarto di punto i rendimenti sui Fed Funds, il T-bond americano rende oggi il 2,32%; più deboli appaiono i T-bill a 2 anni, il cui rendimento risale all’1,55%, il massimo dal 2008. Considerando che l’attuale tasso sui decennali è dello 0,12% superiore a un mese fa e dello 0,56% oltre i livelli di 12 mesi or sono, lo scenario delineato dagli esperti di Pictet potrebbe diventare d’attualità tra la primavera e l’autunno dell’anno prossimo.
ATTESE NUOVI RIALZI SOSTENGONO DOLLARO – Certo, le aspettative di rendimenti più remunerativi continuano comunque ad attirare acquisti sul biglietto verde ma gli esperti di Pictet si dicono “nel complesso costruttivi sui mercati azionari”, aggiungendo che “in particolare sulla zona Euro ci aspettiamo possa sovraperformare durante la fase attuale di consolidamento della moneta unica”, che oggi scivola a 1,1744 contro dollaro e così offre nuovamente un sostegno ai mercati azionari che infatti tornano positivi.
LE BORSE EUROPEE POSSONO RECUPERARE ALTRO TERRENO – L’indice Eurostoxx50 segna infatti +0,34% a metà pomeriggio, il Dax30 a +0,24%, il Cac40 a +0,24% e il Ftse Mib a +0,06%, mentre l’Ibex35 risale dello 0,96% nonostante la revisione al ribasso delle stime di crescita della Spagna. Per gli investitori il bicchiere è insomma mezzo pieno e se difficilmente questo “equilibrio perfetto” che vede le borse salire e i bond (almeno in Europa) non perdere terreno potrà durare all’infinito, motivi di seria preoccupazione per ora non se ne scorgono all’orizzonte.