A 30 anni dal venerdì nero di Wall Street per Pictet le borse possono salire ancora

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di Luca Spoldi 23 Ottobre 2017 | 09:23

TRENT’ANNI FA IL VENERDI’ NERO – I più giovani non se lo ricorderanno, ma oggi è un anniversario importante per la finanza mondiale: esattamente 30 anni fa (il 19 e 20 ottobre 1987) il più grande crollo percentuale di Wall Street della storia in due soli giorni di attività (-22,61%) cambiò la nostra percezione del mondo, dimostrando che computer, alert automatici, stop loss, stop e reverse, algoritmi e ogni altra “diavoleria” tecnologica aveva ormai invaso, per dominarlo, un mondo, quello della finanza, ancora impreparato ai nuovi sistemi. Trent’anni dopo il fintech (la tecnologia applicata alla finanza) è uno dei settori più “caldi” a cui guardano gli investitori privati.

OGGI WALL STREET E’ AI MASSIMI – Grazie all’azione delle banche centrali, scese in campo pesantemente dopo l’ultima grande crisi, quella del 2008, i mercati continuano a correre e Wall Street passa di record in record, con l’indice Dow Jones a 23.163,04 punti contro i 1.738,7 della chiusura del 20 ottobre 1987. Ma il timore di poter incorrere in nuovi tracolli degli indici di borsa non ha mai più abbandonato gli investitori che oggi si chiedono fino a quando i mercati saranno in grado di salire e cosa succederà se i tassi, come sembra, torneranno a salire mentre la liquidità inizierà ad essere drenata dalle banche centrali.

PICTET: LE BORSE POSSONO ANCORA SALIRE – Per ora tuttavia, notano gli analisti di Pictet, i mercati azionari attraversano probabilmente “la fase rialzista più lunga di sempre e, in base a numerosi segnali, tale trend dovrebbe protrarsi ulteriormente”. Pertanto, il consiglio è di continuare “a sovrappesare le azioni e a sottopesare le obbligazioni”. In particolare gli uomini di Pictet mantengono nei portafogli da loro gestiti “una sovraesposizione alle azioni di Eurozona e Giappone, meglio posizionate per beneficiare dei recenti guadagni”, mentre sottopesano le obbligazioni “poiché crediamo che un’accelerazione della crescita eserciterà pressioni al ribasso sui titoli a reddito fisso”.

AVANTI, MA CON GIUDIZIO – In base ai parametri di valutazione ldi Pictet “le azioni sono equamente valutate, mentre i bond restano onerosi. A livello mondiale gli utili societari – le cui variazioni sono responsabili di un terzo delle oscillazioni nell’indice S&P 500 negli ultimi vent’anni in base alle nostre analisi – fanno segnare una crescita a due cifre per la prima volta dal 2012”. Essere ottimisti non vuol dire esserlo in modo irrazionale, così gli esperti avvertono: “i nostri modelli suggeriscono un assetto prudente in alcuni settori e regioni tra cui l’azionario Usa, dove gli indicatori di valutazione, come il rapporto prezzo/utili (P/E) depurato delle oscillazioni cicliche o il rapporto tra capitalizzazione di mercato e Pil, si attestano a livelli che non si vedevano dal 1999”. Avanti dunque, ma con giudizio.

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