Per Carmignac titoli italiani restano tra i favoriti, ma serve prudenza

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di Luca Spoldi 23 Ottobre 2017 | 11:17

SI AVVICINA LA FINE DEL QE DELLA BCE – Con l’approssimarsi della fine della svolta globale dovuta all’azione di stimolo da parte della Banca centrale europea, solo pochi segmenti dell’universo obbligazionario hanno secondo Charles Zerah, gestore del fondo Carmignac Portfolio Unconstrained Global Bond, “un cuscinetto di spread abbastanza ampio per assorbire la transizione verso l’era post-Qe”. L’esperto resta convinto in particolare “che il debito dei paesi emergenti offra opportunità interessanti, supportate dalla ripresa ciclica globale, dall’andamento positivo dei prezzi delle commodity e da un’innegabile miglioramento dei fondamentali economici in molti paesi emergenti”.

BOND ITALIANI RESTANO TRA I FAVORITI – Infatti mentre nei paesi sviluppati l’inflazione rimane sotto osservazione in attesa di un recupero, la situazione nei principali paesi emergenti appare del tutto diversa, con un processo di disinflazione (in corso in paesi quali Brasile, India e Indonesia) che secondo Zerah spiana la strada al taglio degli interessi da parte delle rispettive banche centrali. Pertanto il gestore ha deciso di mantenere l’asset allocation in titoli di stato periferici e in particolare italiani, perché “sono tra i pochi asset a essersi riprezzati a sufficienza per riflettere un premio post-QE più “fair”. Infatti, l’assottigliamento degli spread italiani nei confronti della Germania ha ritardato le performance delle asset class europee, compresi l’azionario italiano e i crediti bancari subordinati”.

MEGLIO RIDURRE COMUNQUE LA DURATION – Questo cuscinetto di spread, “causato dalle preoccupazioni politiche che crediamo verranno meno”, spiega Zerah, servirà ad assorbire l’evoluzione dei premi di rischio in vista dell’era post-Qe. “Tuttavia, in termini di costruzione del portafoglio in generale, manteniamo il nostro approccio cauto ai mercati obbligazionari, attraverso una bassa duration modificata e un’esposizione ridotta sul credito”. Nonostante l’allentamento a breve termine, ampiamente guidato dagli eventi politici, Zerah è convinto che il compenso per il rischio legato alle posizioni sugli interessi di breve termine dei paesi europei “core” (Germania, Francia e Svizzera) rimanga interessante.

OCCORRE ESSERE SELETTIVI SUL CREDITO – Infine per quanto riguarda il credito, “la selettività resta un elemento cruciale”, dato che gli spread creditizi sono ancora “troppo bassi, considerate la scarsa qualità dei bilanci aziendali e la minore attrattività attesa della liquidità a livello globale”. Più a lungo termine resta comunque intatta la preferenza degli esperti di Carmignac per le obbligazioni del settore finanziario, “perché il trend pluriennale di riduzione dei rischi, riduzione dell’indebitamento e ri-regolamentazione delle banche sta riducendo l’eccessivo sconto sistemico che ancora pesa sul settore”.

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