Pictet: la Russia torna ad essere un mercato interessante

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di Luca Spoldi 30 Ottobre 2017 | 13:46

PICTET ACCENDE UN FARO SULLA RUSSIA

La Russia è il paese con il più basso livello di indebitamento tra i Paesi Emergenti. Lo sottolinea in un report Nikolay Markov, senior economist di Pictet Asset Management, aggiungendo come d’altro lato, però, “gli investimenti complessivi sono stati bassi, impedendo alla Russia di diversificare la propria economia, puntando su settori diversi da quello energetico”.

POCO DEBITO, POCA INFLAZIONE, CAMBIO IN RIPRESA

All’interno dell’indice di Pictet per i mercati emergenti, la Russia ha riguadagnato il terzo posto, grazie ad un “rischio paese” pari a 11,7 (meglio fanno solo Hong Kong con un indice pari a 11,6 e Israele, a 11,5), posizionandosi bene in termini di contesto economico, finanzia pubblica, finanziamenti esteri e potere estero. L’ottimo posizionamento della Russia deriva, principalmente, dalla bassa inflazione, dal basso livello dell’indebitamento pubblico, dal debito estero di breve periodo, così come dal miglioramento del tasso di cambio.

LA RIPRESA SI DIFFONDE, PIL 2017 VISTO A +1,7%

Tutto ciò, sottolinea Markov, è stato supportato “dal credibile impegno della Bank of Russia di abbassare il livello d’inflazione nel paese sostenendo la ripresa economica. Allo stesso tempo, nel settore privato sia famiglie che società hanno ridotto sostanzialmente il proprio livello d’indebitamento rispetto agli anni passati”. Vi sono poi primi segnali di una ripresa diffusa dell’economia russa, trainata dalle vendite di nuove auto, dalle condizioni del mercato del lavoro, dal sentiment nel settore manifatturiero e da una ripresa del prezzo del petrolio. Ciò porta a ritenere possibile una crescita del Pil dell’1,7% per il 2017, ancora al di sotto del potenziale.

ANCORA TROPPA DIPENDENZA DA EXPORT ENERGIA

Il principale limite strutturale resta l’assenza di riforme volte ad attenuare la dipendenza dell’economia russa dalle esportazioni del settore energetico a favore di una più stretta dipendenza dal settore manifatturiero e dai servizi: ciò, nota l’economista, “avrà un peso sulla crescita potenziale del Pil nel medio-lungo termine. Investire nelle innovazioni tecnologiche potrebbe dare impulso al Pil russo nel lungo periodo e dovrebbe costituire anche una priorità del governo” di Mosca. Infine, i principali rischi a breve termine sono di natura geopolitica, “in particolare i conflitti in Ucraina e Siria”, oltre al rischio di uno shock negativo del prezzo del petrolio.

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