Novembre parte sotto i migliori auspici per le borse asiatiche

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di Luca Spoldi 1 Novembre 2017 | 10:22

WALL STREET CHIUDE OTTOBRE A TUTTO GAS

Se il buon giorno si vede dal mattino, quest’anno novembre potrebbe sfatare la tradizione che lo vuole un mese un mese negativo per i mercati azionari. Dopo che ieri sera Wall Street, nonostante un attentato terroristico a New York che ha fatto 8 morti, ha concluso ottobre con un’ulteriore seduta positiva che ha portato il Dow Jones a terminare il mese a +4,3%, l’S&P500 a +2,2% e il Nasdaq a +3,6%, stamane Tokyo vede l’indice Nikkei225 risalire a 22,420,08 yen (+1,86%), che rappresenta il nuovo massimo degli ultimi 21 anni.

NOVEMBRE PARTE BENE IN ASIA

Bene anche Seul, dove l’indice Kospi sale dell’1,31%, sostenuto dal rally di Samsung (+4%) inanellando cinque sedute al rialzo consecutive e segnando nuovi record storici a ripetizione, anche grazie alla riconciliazione diplomatica tra Sud Corea e Cina dopo mesi di tensione causati dal dispiegamento del sistema di difesa missilistico Terminal High Altitude Area Defense, di produzione americana. Anche l’India pare intenzionata a partecipare al rally di Halloween, con l’indice Bse Sensex in rialzo di oltre un punto e in serie positiva da sei sedute, così come Hong Kong, dove l’Hang Seng sale dello 0,88%, con China Life Insurance che guadagna oltre il 5,5%.

CONTINUA LA CORSA DELLA STERLINA

Sul mercato dei cambi a recuperare terreno è ancora la sterlina, in vista del sempre più probabile rialzo dei tassi ufficiali da parte della Bank of England: l’annuncio è atteso per domani alle 13.00 e dovrebbe vedere il costo del denaro risalire dall’attuale 0,25% allo 0,5%. L’euro sterlina oscilla sui minimi da un mese a 0,876, influenzato anche dai segnali di un possibile accordo, dopo mesi di stallo, tra Regno Unito e Unione Europea sul tema della Brexit. Theresa May sarebbe infatti pronta a pagare il conto del divorzio dal vecchio continente, come ha confermato ieri il segretario alla Brexit, David Davis, ammettendo che la Gran Bretagna è pronta ad accettare anche un’intesa “non del tutto favorevole” ai suoi interessi.

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