Mps sotto i riflettori, tra polemiche su Bankitalia e adesioni Opas

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di Luca Spoldi 3 Novembre 2017 | 11:56

MPS, BANKITALIA SAPEVA DI SANTORINI

Occhi puntati sul titolo Mps che stamane a Piazza Affari cede un altro punto percentuale scendendo a 4,61 euro per azione, con poco più di mezzo milione di pezzi scambiati fino a questo momento. Sotto i riflettori oggi sono le dichiarazioni rilasciate da Mauro Parascandolo, dirigente della Vigilanza di Banca d’Italia, nel corso del processo in corso a Milano contro Deutsche Bank ed alcuni suoi ex dipendenti, accusati di collusione con Mps per l’ipotesi di reato di manipolazione del mercato e falso in bilancio, in relazione alla vicenda del derivato “Santorini”.

PERDITE SPALMATE SU PIU’ ANNI

Secondo quanto riferito da Bloomberg, Parascandolo ha confermato che Banca d’Italia sapeva dell’esistenza dell’operazione almeno sin dal 2010 (come confermato da un rapporto di Via Nazionale non pubblico datato settembre 2010, presentato dai difensori degli imputati). Sull’operazione “Santorini” a fine 2008 Mps aveva già accumulato circa 370 milioni di perdita e per questo aveva aperto un’operazione speculare, sempre con Deutsche Bank come controparte, per consentire alle perdite di essere fatte emergere su più esercizi.

DRAGHI RITENNE DI NON POTER AGIRE

Parascandolo avrebbe anche confermato che Banca d’Italia, all’epoca ancora guidata da Mario Draghi, pur consapevole di tutto questo, ritenne di non avere poteri “in merito alla contabilizzazione” e di aver optato per un “approfondimento”, senza aprire subito un’indagine o compiere atti formali verso Mps. Intanto nei primi tre giorni del periodo di offerta pubblica volontaria parziale di scambio (Opas), che l’istituto ha lanciato sulle azioni derivanti dal “burden sharing” con cui sono state convertite le obbligazioni subordinate emesse nel 2008 dalla banca ed in mano ad investitori retail, è stato apportato un totale di azioni equivalente al 6,82% dell’offerta, che come noto ha un controvalore massimo di 1,5 miliardi di euro.

ADESIONI AD OPAS DI RISTORO AL 6,82%

Le azioni in questione, che potranno essere concambiate con nuove obbligazioni senior di Mps sino alle 16:30 del 20 novembre prossimo (è verosimile che la maggior parte degli investitori deciderà se aderire o meno all’operazione solo nei giorni immediatamente precedenti la scadenza), sono destinate a essere cedute al Tesoro, divenuto azionista di maggioranza della banca (con oltre il 53% del capitale) dopo la ricapitalizzazione precauzionale e che in caso di adesione al 100% all’Opas sfiorerà il 68% del capitale. Da ricordare che i bond subordinati erano stati convertiti in azioni valutando queste ultime 8,65 euro l’una, valore a cui saranno girati al Tesoro che aveva invece sottoscritto i titoli rivenienti dalla ricapitalizzazione precauzionale 6,49 euro l’uno.

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