Pir, la Camera suggerisce al Governo ulteriori modifiche

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di Luca Spoldi 9 Novembre 2017 | 16:03

PIR INVESTIRANNO ANCHE IN STARTUP E PMI INNOVATIVE?

Piani individuali di risparmio (Pir) ancora sotto i riflettori, in attesa che il parlamento vari la legge di bilancio 2017. Una risoluzione presentata ieri alla Commissione Finanze della Camera dall’onorevole Silvia Fregolent (Pd) e votata all’unanimità da tutte le forze politiche chiede al governo di introdurre l’obbligo per i Pir di investire il 3% del loro patrimonio in fondi che investono in startup innovative e Pmi innovative, estendendo inoltre la definizione di “Pir compliant” anche ai fondi di credito, aumentando al contempo la soglia d’investimento per la quale è prevista un’agevolazione fiscale.

STRUMENTO DI PATRIMONIALIZZAZIONE PER LE IMPRESE

L’obiettivo è ancora una volta cercare di favorire investimenti nell’economia reale. Nei primi nove mesi dell’anno erano 44 i fondi “Pir compliant” per una raccolta netta complessiva superiore ai 5 miliardi di euro, raccolta che come segnala la risoluzione “secondo le stime degli uffici studi delle principali case di investimento italiane” potrebbe superare, in termini cumulati, i 70 miliardi di euro a fine 2021. I Pir potrebbero dunque costituire uno strumento per patrimonializzare le imprese italiane, canalizzando l’investimento privato verso il venture capital.

AGEVOLAZIONE ESTESA ANCHE ALLE GESTIONI PATRIMONIALI?

Inoltre la risoluzione invita il governo ad estendere l’agevolazione fiscale Pir “anche a forme di gestione individuale (gestioni patrimoniali) e non solo collettiva (fondi), per permettere anche al mondo delle gestioni di private banking di accedere direttamente agli investimenti Pir”, e a innalzare “dal 5% fino al 10% il tetto stabilito per gli investimenti effettuati da casse previdenziali o fondi pensione, limitatamente alla sottoscrizione dei Pir”, ampliando “i limiti individuali di 30.000 euro annui e di 150.000 euro complessivi previsti per le persone fisiche, ad esempio portando il primo limite a 100.000 euro e il secondo a 500.000 euro”.

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