Piazza Affari, si allunga la lista dei crolli a doppia cifra

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di Luca Spoldi 15 Novembre 2017 | 15:18

NUOVI CROLLI A PIAZZA AFFARI

Si allunga la lista dei titoli che a Piazza Affari perdono i pezzi dopo trimestrali sotto le attese o annunci di prossimi aumenti di capitale. Ha iniziato il Creval, oggi in calo di quasi 10 punti a 1,365 euro, ossia su valori di oltre il 50% inferiori ai 2,926 euro della chiusura del 6 novembre scorso, prima dell’annuncio di un aumento di capitale da 700 milioni (contro attese per un’operazione da 500 milioni).

ASTALDI E TREVI SOSPESE AL RIBASSO

Poi si è avuto il crollo a più riprese di Astaldi, che ha annunciato un aumento da 200 milioni a fronte di 300 milioni di capitalizzazione e ha visto il titolo passare dai 6 euro della chiusura del 2 novembre ai 2,336 euro a cui è al momento congelato a Piazza (a fronte di un ribasso teorico del 35%). Altro tonfo rotondo quello di Trevi Finanziaria, oggi sospesa in borsa a 33,33 centesimi per azione con un calo teorico del 19%, meno della metà dei 76,6 centesimi a cui aveva chiuso la seduta del 29 settembre, prima di iniziare a perdere terreno.

LEONARDO PROVA UN TIMIDO RIMBALZO

Notevole anche la caduta delle quotazioni di Leonardo, che oggi recupera il 2,28% a 10,31 euro per azione grazie al “buy” da parte degli analisti di Equita Sim dopo il buon andamento degli ordini segnalato dalla controllata Atr (joint venture paritetica con Airbus), che in parte compensa la delusione per il comparto elicotteri. Il titolo ha comunque bruciato quasi un terzo della capitalizzazione da inizio mese, avendo chiuso la seduta del primo novembre a 15,02 euro per azione.

BORSA AFFATICATA DOPO LA LUNGA CORSA

Se singolarmente i giudizi degli analisti possono essere anche non negativi, come nel caso di Leonardo, nel loro insieme queste e altre vistose correzioni sembrano indicare che il mercato è affaticato dopo una corsa che a fine ottobre aveva portato i titoli quotati a Piazza Affari a guadagnare anche il 40% rispetto a fine 2016 (come nel caso dei componenti del segmento Star). Mentre ciò non significa che il rally di fine anno sia necessariamente a rischio o che il “toro” abbia ormai terminato la sua corsa, molti trader suggeriscono prudenza perché le correzioni potrebbero non essere del tutto esaurite.

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