Anche nel 2018 restate investiti sul mercato azionario

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di Luca Spoldi 20 Novembre 2017 | 08:05

RISCHIO RECESSIONE ANCORA LIMITATO

Con gli indici azionari americani vicini ai record storici e i tasi sui bond decennali appena sopra i minimi di tutti i tempi, gli analisti di Goldman Sachs si attendono “che gli investitori si focalizzeranno sui rischi di ribassi” a inizio 2018. “Abbiamo molta comprensione per tali timori – spiegano gli esperti – ma vediamo un rischio limitato che il numero uno tra i catalizzatori per una correzione di mercato, ossia una recessione, si materializzi nel 2018”.

GOLDMAN SACHS: RIPRESA PUO’ PROSEGUIRE

Anzi, aggiungono, “cronologicamente siamo in ritardo nel ciclo di business e vediamo buoni motivi per pensare che questa espansione possa estendersi ancora più a lungo”. Di solito è bene preoccuparsi dei rischi di recessione nelle parti finali di un ciclo espansivo, spiegano gli esperti, aggiungendo: quando le banche centrali alzano i tassi per combattere crescenti tensioni inflazionistiche “spesso si manifestano le recessioni. Ma questa volta potrebbe essere differente”. In particolare vista la debolezza dell’inflazione e delle attese di inflazione nella maggior parte delle economie sviluppate, “le autorità hanno motivazioni meno chiare per irrigidire la politica monetaria in modo aggressivo o pro-attivo”.

MERCATI POTREBBERO CORREGGERE COMUNQUE

Ciò nonostante la cautela è necessaria: “le correzioni dei mercati non richiedono recessioni e vediamo altri motivi per pensare che il rischio correzione sia elevato”. Primo, il rally dei mercati azionari appare pesantemente collegato alle attese di ulteriore crescita degli utili e “se anche i nostri colleghi strategisti sull’azionario si attendono una continua crescita degli utili per azione, questa visione sottende rischi al ribasso”. Col mercato del lavoro che si va surriscaldando, l’inflazione sotto esame e una bassa crescita della produttività, i trend sono rivolti nella direzione sbagliata per i profitti aziendali.

VALE LA PENA DI RIMANERE INVESTITI

Secondo, “anche se non prevediamo che il “quantitative tightening” della Federal Reserve avrà un grande impatto sul rendimento dei bond, può comunque comportare qualche problema psicologico per i mercati” e visto che gli investitori continuano a ritenere il quantitative easing uno dei motivi principali che ha spinto al rialzo i mercati, giusto o sbagliato che sia, la rimozione del quantitative easing “pone un rischio da non sottovalutare al sentiment di mercato”. Peraltro siccome le correzioni senza recessione tendono ad avere vita breve, gli uomini di Goldman Sachs ritengono che la strategia di “comprare sui minimi” continuerà ad essere valida anche nel 2018 e questo comporta il suggerimento di continuare a rimanere investiti, più che cercare di alleggerirsi per poi cercare di individuare i minimi attorno ai quali tornare ad acquistare.

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