Creval e Banca Carige volano in borsa, ora gli aumenti interessano

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di Luca Spoldi 21 Novembre 2017 | 13:40

A CERBERUS PIACE IL CREVAL

L’appetito vien mangiando e a quanto pare Stephen Feinberg, gestore attivo di fondi hedge e di private equity nonché co-fondatore e Ceo di Cerberus, di appetito per le banche europee ne ha molto e non importa che si tratti di un colosso tedesco come Deutsche Bank, di cui Cerberus ha appena comprato il 3%, Commerzbank (di cui lo stesso gruppo americano aveva rilevato lo scorso luglio il 5%) o di un istituto di medie dimensioni italiano come Credito Valtellinese.

DA FEIBERG FINO A 100 MILIONI

Nel caso di Creval, il cui titolo oggi schizza all’insù dell’11,5% a Piazza Affari toccando gli 1,416 euro per azione a metà giornata, Cerberus avrebbe manifestato molto interesse nel corso dei colloqui avuti col management durante il road show per l’aumento di capitale da 700 milioni, al punto che il fondo potrebbe sottoscrivere, secondo indiscrezioni rilanciate anche dalla stampa italiana, tra i 70 e i 100 milioni di euro.

OLTRE A CREVAL VOLA BANCA CARIGE

La notizia non modifica il giudizio che Equita Sim esprime su Creval (hold, con target price a 2,3 euro), né riesce a compensare completamente il calo dell’ultima settimana (pari al 21,1% alla chiusura di ieri sera), tanto meno la performance sui 12 mesi (-60,4% circa sempre a ieri sera), ma è indicativa dell’interesse che alcuni livelli di quotazione molto depressi sembrano aver suscitato tra i maggiori investitori mondiali. A beneficiare maggiormente di tali interessi è però Banca Carige, il cui titolo è sospeso al rialzo con un teorico +55,4% che riproietterebbe le quotazioni della banca ligure a 14,23 centesimi per azione, tra volumi molto elevati (già oltre i 49 milioni di pezzi).

AUMENTO SUSCITA INTERESSE

A sostenere il titolo Banca Carige sono del resto anche le parole dell’amministratore delegato Paolo Fiorentino secondo cui oltre all’impegno formale dei soci storici (Malacalza, Volpi e Spinelli) dovrebbero partecipare all’aumento di capitale da 560 milioni anche alcuni investitori istituzionali quali i fondi Algebris, Tosca e Marshall Wace, mentre pure il Credito Fondiario, che ha rilevato un portafoglio di Npl ceduto dalla banca, e il futuro acquirente della società di credito al consumo Creditis (che alcune voci indicano essere il Banco Santander) potrebbero aderire all’operazione, che pure è iperdiluitiva e prevede un prezzo di sottoscrizione di 1 centesimo per ogni nuova azione emessa.

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