Wall Street può salire per altri tre anni, in modo razionale

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di Luca Spoldi 22 Novembre 2017 | 12:33

NON CI SONO PIU’ LE ESUBERANZE IRRAZIONALI

C’erano una volte le “esuberanze irrazionali” che facevano alzare il sopracciglio ad un banchiere centrale come Alan Greenspan (numero uno della Federal Reserve), preoccupato per la corsa senza sosta degli indici di borsa di fine secolo scorso. Come è finita quella volta (male) lo sappiamo, così non stupisce che qualche investitore inizi ad essere preoccupato di eventuali paragoni “scomodi” tra quel mercato “toro” e quello in atto attualmente sulle maggiori borse mondiali.

GOLDMAN SACHS VEDE ESUBERANZA RAZIONALE

Ma secondo Goldman Sachs non c’è da preoccuparsi, perché il mercato sperimenterà, semmai, “esuberanze razionali” nel corso dei prossimi tre anni, con prezzi e valutazioni che saranno supportati dalla crescita degli utili aziendali. “Le attuali valutazioni dei mercati azionari appaiono certamente “tirate” in termini storici, ma non sembrano irragionevoli visto l’elevato livello di profitti aziendali” ha segnalato in una nota David Kostin, capo strategista sull’azionario Usa di Goldman Sachs.

RIFORMA FISALE SOSTERRA’ CRESCITA UTILI

Grazie alle attese di una riduzione della tassazione sugli utili aziendali negli Usa, l’esperto ritiene ragionevole una crescita dei profitti aziendali che possa sostenere incrementi comunque via via decrescenti dell’indice S&P500 (visto in rialzo dell’11% ancora il prossimo anno, del 5% nel 2019 e solo del 3% nel 2020), appunto segno di una “esuberanza razionale” molto diversa da quanto visto a fine anni Novanta, quando in meno di tre anni le quotazioni del S&P500 raddoppiarono.

SE SALTA RIFORMA FISCALE SI RISCHIA CALO DEL 5%

Per esser chiari: il mercato si surriscalderebbe come all’epoca solo se l’indice S&P500 arrivasse a quota 5.300 punti a fine 2020 (+104% dagli attuali 2.596,2 punti). Un’altra differenza evidente tra il “toro” di fine ventesimo secolo e quello attuale è che il primo mostrava una volatilità molto più elevata di quella attuale sia in termini impliciti sia storici. L’unico serio ostacolo al proseguimento i una corsa a bassa volatilità di Wall Street sembra dunque l’eventuale “flop” della riforma fiscale americana: “se la riforma fiscale saltasse, l’S&P500 cadrebbe a breve termine di un 5%, attorno ai 2.450 punti” avvertono infatti gli esperti di Goldman Sachs.

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