Non è il momento di uscire dal mercato immobiliare

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di Luca Spoldi 27 Novembre 2017 | 08:00

MERCATI IMMOBILIARI NERVOSI

Su alcuni mercati immobiliari, come quello britannico, si sentono da tempo scricchiolii non propriamente rassicuranti e molti investitoti si chiedono se la prospettiva di ulteriori rialzi dei tassi negli Stati Uniti e forse anche in Gran Bretagna o, più in là, in Eurolandia, non debba indurre a ridurre l’esposizione al settore. Dubbi che hanno già pesato sulle quotazioni di gruppi come Land Securities, il più grande fondo immobiliare britannico che attualmente quota con un 36% di sconto sul valore del suo patrimonio netto.

ALCUNI SEGNALI D’ALLARME

Un segnale di allarme, chiaramente, come ha ammesso in un’intervista Karsten Kallevig, numero uno di Norges Bank Real Estate Management, ossia il braccio immobiliare del maggiore fondo sovrano al mondo, quello norvegese. Kallevig sovrintende un portafoglio immobiliare valutato 24 miliardi di dollari che vede al suo interno numerosi immobili di pregio, tra cui la gran parte di quelli di Regent Street, la via dello shopping di lusso di Londra, ma anche proprietà a Times Square, a New York, o agli Champs Elysees, a Parigi.

NORGES CONTINUA A INVESTIRE

In tutto il fondo sovrano norvegese ha un patrimonio di circa mille miliardi di dollari tra azioni, bond e proprietà immobiliari e il peso di queste ultime sta lentamente salendo al 7% del portafoglio complessivo (attualmente è al 5,4%) e nonostante la cautela sia d’obbligo Kallevig non sembra intenzionato né a interrompere gli acquisti né tanto meno ad alleggerire le posizioni. Anzi, Kallevig sta continuando a rafforzare la sua squadra, avendo appena nominato due nuovi capi investimento per il mercato americano e per quello europeo. Obiettivo degli investimenti di Norges sono immobili di pregio, in particolare del settore uffici (ma nel portafoglio sono presenti anche piastre logistiche e immobili commerciali) in una decina di grandi metropoli mondiali.

RENDIMENTI RESTANO ATTRAENTI

Nonostante il rendimento del mattone sia in calo rispetto al picco toccato negli ultimi anni, lo spread rispetto agli ancora depressi rendimenti obbligazionari resta “attraente” per i gestori del fondo norvegese, che si dicono pronti ad approfittare delle trasformazioni in atto nel settore del commercio al dettaglio, dove le strade commerciali “di punta” sembrano in grado di resistere anche a lungo termine alla concorrenza portata da centri commerciali e grande distribuzione. Non avendo necessità di indebitarsi per poter concludere le loro transazioni, i gestori di Norges possono continuare a investire lungo tutto il ciclo economico restando focalizzati e cauti e tentando di trarre profitto da entrambe le cose.

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