Il Super-Euro non si fermerà

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di Redazione 27 Novembre 2017 | 08:41

A cura di Yann Quelenn e Arnaud Masset, analisti di Swissquote

Nonostante la politica tedesca stia mostrando le sue fragilità, la sua economia non è mai stata così forte come ora negli ultimi sei anni. L’indice IFO, utilizzato come indicatore sul sentiment degli imprenditori tedeschi, ha registrato un nuovo massimo oggi, senza considerare che anche tutti gli altri parametri sono in via di miglioramento: nel terzo trimestre il Pil è aumentato dello 0,8% e l’inflazione inizia a tornare verso la normalizzazione. Questa locomotiva economica prevarrà sull’incertezza politica, almeno per il momento, contribuendo a mantenere l’euro forte contro il dollaro Usa. La moneta unica può inoltre beneficiare del supporto derivante dall’incertezza emersa all’interno della Fed sulle restrizioni all’offerta di dollari. La banca centrale americana esita perché non vuole far scoppiare la bolla che aleggia attualmente sopra il mercato delle obbligazioni.

Che cosa farà Janet Yellen? La sua cautela nel procedere ad un restringimento delle condizioni monetarie e i recenti dati positivi su inflazione e aspettative sulla riforma di politica fiscale sono tutti elementi che teoricamente dovrebbero far ripartire il rally sul dollaro. Ma non è così. L’attuale situazione è molto rischiosa: la riforma fiscale fa passi avanti ma gli esiti sono ancora incerti e l’economia Usa sta rallentando. Gli ordini di beni durevoli sono usciti sotto le attese e la settimana scorsa le vendite al dettaglio hanno contribuito a tratteggiare una situazione incerta. Non è ancora chiaro quanta parte del rallentamento in corso sia imputabile all’uragano e quanta ai fondamentali. Le prese di posizione della Fed sono deboli: nonostante la riduzione del suo enorme bilancio sia iniziata nel mese di ottobre, ad oggi non sembra aver sortito un grande effetto sulla parte lunga della curva. E il prossimo mese avremo un rialzo dei tassi. Tutto ciò significa che gli acquisti sul dollaro continueranno, specialmente contro le cosiddette commodity currencies come dollaro australiano e neozelandese, per quanto questo giochino potrebbe non funzionare contro l’euro, destinato a rafforzarsi per i motivi sopra citati.

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