Ocse: i mercati sono troppo ottimisti riguardo la crescita economica

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di Luca Spoldi 28 Novembre 2017 | 16:32

OCSE: CRESCITA VICINO AL PICCO CICLICO

Nonostante la maggior parte delle case d’investimento stia pubblicando in queste settimane report più che positivi circa l’andamento della crescita economica nei prossimi due o tre anni e di conseguenza circa la possibilità di un ulteriore rialzo dei listini azionari mondiali, l’Ocse lancia un monito: i mercati appaiono troppo ottimisti, visto che gli Usa potrebbero vedere il picco ciclico di crescita nel 2018, mentre in Cina, Europa e Giappone il picco ciclico sarebbe toccato già quest’anno.

BRASILE E INDIA CRESCERANNO ANCORA

Nel suo ultimo outlook macroeconomico l’Ocse stima infatti che la crescita mondiale segni quest’anno +3,7% per poi rallentare leggermente a +3,6% l’anno venturo. A sostenere la crescita resteranno infatti solo alcuni mercati emergenti come Brasile e India, che per l’Ocse raggiungeranno il picco della propria crescita nel 2019.

PREZZI MATERIE PRIME A RISCHIO

Se tutto questo si rivelerà corretto, i prezzi di molte materie prime potrebbero rivelarsi già ora difficilmente sostenibili, mentre gli spazi di rialzo per i mercati azionari potrebbero essere più risicati del previsto. Per non lasciar spazio a fraintendimenti l’Ocse avverte anzi che con l’indice MsciWorld che da inizio anno segna una crescita attorno al 18% e si trova a livelli più che doppi rispetto ai minimi toccati nel 2009, la probabilità di una “marcata” correzione è elevata.

POSSIBILE MARCATA CORREZIONE MERCATI

Quel che è peggio, secondo l’Ocse lo spazio di manovra di banche centrali e governi sarà troppo limitato perché la politica monetaria o quella fiscale possano intervenire per limitare il calo dei mercati finanziari. “Tutto ciò pone un premio ancora maggiore sulle politiche di riforma strutturale”, senza le quali sarà difficile evitare lo scenario più negativo. Peccato per l’Italia, verrebbe da aggiungere, che l’incertezza politica continui a limitare fortemente gli spazi per intervenire con riforme strutturali, anche in una fase di espansione economica come l’attuale.

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