Ecco quali opzioni hanno gli investitori con questi mercati

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di Luca Spoldi 30 Novembre 2017 | 14:01

Le opzioni dell’asset allocator per Neuberger Berman

Quali sono le opzioni dell’asset allocator, quando niente sembra conveniente e le correzioni del mercato sono così superficiali e di breve durata, come nella seconda settimana di novembre, quando senza nessun evidente motivo, le azioni, i bond e gli spread di credito di tutto il mondo hanno passato cinque sedute di borsa piuttosto nervose, salvo poi, quando è tornata la calma, verificare che l’indice S&P 500 aveva subito una riduzione di solo l’1%, prima che gli investitori rientrassero nel mercato?

Knutzen: gli investitori hanno davvero le mani legate?

Se lo chiede Erik Knutzen, Chief investment officer – multi-asset class di Neuberger Berman, notando che “quando i price-to-equity ratio sono elevati, i rendimenti sono bassi, i tassi overnight sono quasi azzerati e gli spread creditizi sono ristretti, assumiamo che le nostre mani debbano essere legate dietro alla schiena”. Su che base, quindi, “possiamo preferire un’asset class rispetto a un’altra? Se le correzioni sono così deboli e il costo opportunità di mantenere riserve di liquidità è potenzialmente così elevato, qual è lo scopo di una posizione tattica?” Una prima risposta è di essere chiari in merito al contesto economico all’interno del quale stiamo operando.

Rimanere esposti alla crescita ma in modo prudente

“Riteniamo che gli investitori debbano rimanere esposti alla crescita” ma “nel modo più prudente possibile, posizionandosi su quei rischi a nostro favore, per quanto possibile” spiega Knutzen, che individua tre opzioni operative. La prima: “possiamo confrontare le valutazioni all’interno delle asset class. All’interno dell’azionario, ad esempio, possiamo cercare opportunità che non sono valutate al meglio, ma anche esposte a potenziali fattori per un’ulteriore crescita, come la riforma fiscale statunitense o la ripresa economica in Europa. Questo suggerisce di preferire i mercati non statunitensi o, all’interno degli Stati Uniti, società più cicliche rispetto alle azioni dei cosiddetti FANG” (Facebook, Amazon, Netflix e Google, ndr).

Tre opzioni operative da “manuale dell’investitore”

Seconda opzione: “possiamo selezionare il profilo ottimale di rischio/rendimento dalla struttura del capitale aziendale, conservando allo stesso tempo esposizione alla crescita della società. Attualmente, questo suggerisce una preferenza verso le azioni rispetto alle obbligazioni, almeno marginale”. Perché mentre le prime, pagando una cedola fissa, hanno un limite sui loro prezzi (o un livello minimo per i loro rendimenti), le seconde hanno prezzi determinati dagli utili della società e poiché tali guadagni non sono fissi, non vi è un limite matematico sui prezzi delle azioni.

Concentarsi su asset e settori dove i rialzi sono ancora possibili

Terza opzione, le opzioni: “possiamo investire in strategie che hanno storicamente catturato più rialzi che ribassi dei mercati azionari, con una volatilità inferiore. Vendere opzioni di un indice azionario per ricavare il premio al rischio di volatilità delle azioni potrebbe essere un modo per riuscirci”. Quando tuttavia le valutazioni sembrano elevate ovunque ed è poco chiara la posizione in un ciclo in fase di maturazione e i ribassi dei mercati sono superficiali e di breve durata, occorre provare nuove strade. Così oggi l’approccio di Neuberger Berman è meno orientato alle valutazioni relative tra le asset class ed è più concentrato sull’identificazione di quelle asset class e settori dove sono ancora possibili rialzi, partecipando alla crescita con modalità più sofisticate e a rischio controllato.

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