È il momento di tornare a puntare sull’energia

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di Luca Spoldi 1 Dicembre 2017 | 12:12

Investitori ancora freddi sui titoli dell’energia

Complici i ricordi dei contraccolpi subiti per via del deciso calo delle quotazioni petrolifere tra il 2014 e il 2015, molti investitori sono rimasti lontani dal settore energetico (in particolare dei servizi petroliferi) sui mercati azionari, nonostante i prezzi dell’oro nero abbiano ricominciato a salire quest’anno toccando a inizio novembre i massimi degli ultimi 2 anni.

Fromm (Franklin Templeton): il settore è interessante

Secondo Fred Fromm, vice president e portfolio manager azionario di Franklin Templeton Investments, è però un equivoco comune ritenere che i titoli dell’energia richiedano prezzi del petrolio più elevati per esprimere il proprio potenziale rialzista. “Abbiamo riscontrato che è stabilità del prezzo che può offrire un ambiente fertile per prosperare per le società orientate alla crescita. Non solo: la spesa dei produttori è anche in gran parte una funzione dei loro flussi di cassa, che possono trarre profitto da costi in calo e guadagni di efficienza”.

Prezzi più alti del petrolio utili ma non indispensabili

Certo, ammette Fromm, “i produttori beneficerebbero di un rialzo dei prezzi, ma questo non è un ingrediente necessario” perché i titoli possano ben performare in borsa e vi sono anzi “molte società di esplorazione e di produzione di petrolio e gas naturale che hanno ampie possibilità per crescere a fronte di livelli di rischio storicamente bassi”, visto il modello che si sta seguendo per sviluppare risorse non convenzionali.

Il gestore punta sui titoli esposti all’onshore americano

In particolare i titoli del comparto dei servizi petroliferi “hanno sofferto a causa dell’intransigenza degli investitori” e potrebbero ora trarre i maggiori benefici tanto più se le attese di utili si rivelassero non solo ragionevoli ma anche fin troppo conservative. In particolare i titoli dei gruppi che sono esposti al mercato petrolifero onshore statunitense sembrano i più promettenti, con anche molte piccole società che potrebbero sperimentare una rapida crescita nei mercati più robusti come il pompaggio a pressione o la fratturazione idraulica nel Bacino Permiano del Texas.

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