Il 2018 per azioni, bond e materie prime

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di Luca Spoldi 4 Dicembre 2017 | 12:23

Borse possono crescere ancora ma attenti ai rischi

Le politiche monetarie ancora espansive, la crescita globale coordinata, l’espansione del commercio internazionale e la solidità dei fondamentali societari e della crescita degli utili continueranno a garantire un contesto propizio agli attivi rischiosi nel 2018, secondo Mark Burgess, Vice Cio Globale presso Columbia Threadneedle Investments. Tuttavia, avverte Burgess, i rischi geopolitici come la Brexit, la potenziale instabilità in Europa e i rapporti tra Stati Uniti e Corea del Nord, Cina e Messico, ma anche le valutazioni elevate nei mercati del credito implicano il persistere di ostacoli nell’anno a venire.

Si conferma la domanda di reddito di alta qualità

“Nel 2018 ci aspettiamo una crescita degli utili societari del 10%-15%, supportata da un contesto ideale caratterizzato da crescita economica moderata, bassa inflazione e politiche monetarie favorevoli per le attività finanziarie” ha spiegato l’esperto, secondo cui le aree più interessanti per l’azionario appaiono il Giappone, l’Europa (Regno Unito escluso) e l’Asia emergente. In campo obbligazionario, la domanda di reddito di alta qualità rimarrà un tema dominante. Ciò difficilmente cambierà visto l’invecchiamento della popolazione in tutto il mondo, tuttavia, considerati gli odierni livelli di partenza dei rendimenti, “è improbabile che gli investitori generino extra-rendimenti elevati sui mercati del credito”.

Meglio bond corporate high-yield che titoli di stato

Così non muta l’opinione negativa di Columbia Threadneedle Investments sui titoli di stato dei paesi “core”, mentre il giudizio sul credito resta neutrale con le obbligazioni societarie high yield europee che paiono offrire ancora un potenziale di rialzo “lievemente superiore ai titoli corporate investment grade”. Il rafforzamento del contesto macroeconomico ha sostenuto i mercati delle materie prime e le dinamiche di domanda e offerta ancora favorevoli supportano gli incrementi di prezzo, tuttavia occorre monitorare alcuni fattori. “

Materie prime ancora bene ma attenti al petrolio

Poiché l’energia è parte di ogni catena produttiva, la destabilizzazione in Medio Oriente sarà un elemento chiave da controllare, come pure gli sviluppi politici in Cina, dove il governo ha spostato la sua attenzione sulle politiche ambientali”. Piuttosto che potenziare la produzione a seguito dell’aumento della domanda, le società stanno razionando le forniture e restituendo capitali agli azionisti mediante riacquisti azionari e dividendi. “Una brusca risalita del petrolio potrebbe far deragliare l’attuale traiettoria, ma il contesto macroeconomico – con una forte crescita negli Usa e condizioni favorevoli in Cina e nei mercati emergenti – dovrebbe sostenere i prezzi delle materie prime nel 2018”.

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